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Caldo e umidità, è scattata l'allerta. Domani è previsto il picco delle temperature in Trentino. Fridays For Future Trento: ''E' emergenza climatica''

A Rovereto sono stati raggiunti quasi i 38 gradi ma per colpa dell'umidità la temperatura percepita è più alta. Fridays For Future Trento propone un appello di 5 punti su cui basare le conseguenti azioni: formazione, stop alle grandi opere, stop alla cementificazione incontrollata, tutela dei beni comuni e riduzione dell'uso dei pesticidi.

Pubblicato il - 26 giugno 2019 - 17:12

TRENTO. E' Rovereto la città dove sono state rilevate le temperature più calde questo pomeriggio. Lo confermato i dati di MeteoTrentino che mostrano come alle 15.15 si sia arrivati a toccare quasi 38 gradi. Temperature molto alte anche a Trento, Spormaggiare e Pergine.

 

L'umidità, tra l'altro, fa rendere anche meno sopportabile questa ondata di calore il cui picco, però, è atteso per la giornata di domani.

 

Come già annunciato anche con un avviso meteo della Protezione civile, le temperature sono previste in aumento su tutto il territorio. In Valle dell'Adige si prevedono valori massimi superiori ai 35 gradi con punte che possono arrivare a 38 – 40 gradi. La colonnina di mercurio salirà anche in montagna.

Ed è proprio in questa situazione che oggi è intervenuto anche il Fridays For Future Trento, il grande movimento studentesco, nato con l'attivismo di Greta, che negli ultimi mesi sta spingendo migliaia di ragazze e ragazzi in tutto il mondo a chiedere a gran voce azioni concrete contro i cambiamenti climatici e reclamando il proprio diritto al futuro.

 

Fridays For Future Trento chiede all'amministrazione provinciale e a quelle comunali e locali di dichiarare l'emergenza climatica, proponendo un appello di 5 punti su cui basare le conseguenti azioni: formazione, stop alle grandi opere, stop alla cementificazione incontrollata, tutela dei beni comuni e riduzione dell'uso dei pesticidi.

 

“Lo stato di emergenza climatica – viene spiegato dal movimento - non deve essere un pretesto per una attribuzione indebita di poteri eccezionali, bensì deve impegnare le città e la Provincia ad assumere la responsabilità della lotta al cambiamento climatico, considerando il fattore ambientale come prioritario in ogni procedimento amministrativo o legislativo avviato; nonché ad impegnarsi con azioni concrete nella riduzione delle emissioni e nella salvaguardia ambientale”.

 

Ecco i cinque punti che il movimento ha deciso di presentare alle istituzioni e gruppi politici.

 

Formazione negli istituti scolastici e nelle università

Le amministrazioni e i poli scolastici e universitari stessi devono impegnarsi perché i più giovani crescano con la consapevolezza della situazione di attuale crisi climatica, di chi l’abbia causata e di chi la stia causando tutt’oggi, delle conseguenze in corso nonché di come poterla cambiare localmente e globalmente. Solo la giusta conoscenza di ciò che succede adesso nel mondo può aiutare a costruire un futuro migliore per l’uomo.

 

Fermare la cementificazione e le grandi opere inutili

La prima azione immediata e concreta è quella di fermare la costruzione delle grandi opere inutili sul nostro territorio e quindi di impedire che questo venga cementificato più di quanto lo sia già. Il primo passo è dunque quello di impedire la costruzione della autostrada della Valdastico (A31), a più riprese considerata inutile nonché dannosa per l’ambiente sotto numerosi punti di vista: dal momento in cui favorisce l’utilizzo di mezzi di trasporto privati e il trasporto su gomma, nonché in quanto prevede un progetto “al limite della fattibilità geologica”, dovendo peraltro forare montagne che sono importanti fonti di acqua per le comunità locali.

Lo stop alla cementificazione riguarda peraltro la promozione e la tutela delle aree verdi cittadine e rurali, nonché lo stop alla costruzione di nuovi parcheggi, potenziando invece il trasporto pubblico sia nei numeri, sia nella qualità, sia nell’accessibilità.

In generale si chiede che ogni opera di costruzione necessaria sia sottoposta, in vista dell’emergenza climatica, al parere obbligatorio e vincolate di esperti super partes che si esprimano sulla fattibilità ecologica e ambientale della stessa.

 

Riduzione delle emissioni

Le amministrazioni devono impegnarsi a ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera, a partire dal suddetto potenziamento del trasporto pubblico, che deve vedere nuove e più frequenti linee (anche verso le valli), l’utilizzo di autobus e corriere elettrici, nonché una sensibile riduzione dei costi dei biglietti e degli abbonamenti, così da favorirne l’utilizzo.

Si chiede inoltre di valorizzare il trasporto su rotaia delle merci che attualmente percorrono l’autostrada del Brennero, sfruttando maggiormente la linea ferroviaria già presente e scarsamente utilizzata, in modo che vengano ridotte anche le emissioni di particolato. Ulteriormente va preferito e sviluppato il trasporto elettrico su rotaia, purché la sua implementazione non arrechi un inutile danno ambientale e sociale.

È poi necessaria la transizione verso un maggiore utilizzo delle cc.dd. fonti di energia rinnovabili, nonché la riqualificazione energetica degli edifici, in modo che gli stessi consumi di acqua ed energia vengano ridotti.

 

Riduzione nell’utilizzo dei pesticidi

Fridays For Future, attenta alle questioni locali promosse anche da altri gruppi, sostiene la campagna per lo stop all’utilizzo dei pesticidi nelle colture agricole, i quali, oltre a mettere a rischio la salute delle persone, cagionano gravi danni all’ambiente circostante.

Si chiede dunque una graduale ma rapida riduzione dell’utilizzo di fitofarmaci nocivi per l’ambiente, oltre allo stop all’utilizzo di sostanza gravemente dannose per le persone come i glifosati.

Ulteriormente va promossa la ricerca di soluzioni per un’agricoltura sostenibile, dagli incentivi per la transizione al biologico all’utilizzo delle più nuove tecnologie nell’ambito dell’agricoltura sostenibile.

 

Tutela dei beni comuni

In ultimo, Fridays For Future chiede che vengano tutelati quei beni comuni che in gran parte popolano questo territorio: a partire dai boschi e le foreste, i laghi, i fiumi e i torrenti, così come le sorgenti di acqua e le montagne stesse. Solo salvaguardando questi luoghi è possibile la tutela della ricchezza ambientale locale, permettendo un utilizzo positivo del territorio.

 

 

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