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Centopercentoanimalisti scende di nuovo in campo. Attaccati dei manifesti contro un seminario sulla riproduzione canina organizzato dai "cacciatori del Casteller"

Nella notte tra lunedì 11 e martedì 12 novembre il collettivo animalista ha affisso dei manifesti alla Lochere di Caldonazzo per protestare contro un seminario tenuto da un veterinario specializzato sulla riproduzione canina. L'accusa è di badare solo al mercato e non al benessere degli animali, selezionando le razze più adatte alla caccia

Di Davide Leveghi - 12 novembre 2019 - 11:40

CALDONAZZO.Continua la serie nera degli eventi Trentini contro gli animali”. Comincia così l'ennesima invettiva del collettivo Centopercentoanimalisti, questa volta sceso in campo nella provincia trentina per lanciare i propri strali contro un evento organizzato alle Lochere di Caldonazzo. Nell'appuntamento di domenica 24 novembre, organizzato dal Gruppo cinofilo trentino, il veterinario specializzato dottor Giovanni Majolino terrà un seminario sulla riproduzione canina.

 

 

Proprio la presenza del dottore veterinario, titolare di una clinica specializzata in riproduzione assistita, ed il carattere del gruppo organizzatore hanno spinto gli animalisti a dar vita ad una protesta attraverso l'apposizione di alcuni manifesti “ironici”. Lo scopo? “Ricordare agli assassini legalizzati cosa realmente sono...”.

 

 

A Centopercentoanimalisti, infatti, non va proprio giù che il gruppo promotore dell'evento siano i cacciatori gestori del Centro di recupero della fauna alpina del Casteller – mutuato per l'occasione in “centro di detenzione per Animali liberi del Casteller”. Tanto che il riferimento a M49, non a caso, diviene immancabile, quanto inevitabile la negazione della versione ufficiale della fuga – noi questa non ce la “beviamo”, sembra che vogliano ribadire, come quando appesero sulle porte dello stadio del Levico dei cartelloni sull'orso (qui l'articolo).

 

Oltre ai cacciatori, come detto, anche il veterinario è oggetto di critica. La colpa, in questo caso, sarebbe legata all'attività di fecondazione assistita operata dalla clinica del dottor Majolino, definita “manipolazione degli animali” e “sperimentazione” a la Josef Mengele. Accuse durissime per pratiche di selezione della razza canina considerate dagli animalisti poco etiche e poco attente al “benessere dei Cani”, ignorato a vantaggio del mercato come dimostrato dall'esistenza di “decine di migliaia di Animali randagi o rinchiusi nei canili”.

 

L'attività delle riproduzione assistita viene praticata dalla clinica del dottor Majolino anche attraverso la spedizione del seme selezionato in forma refrigerata o congelata. Un'operazione previa all'inseminazione artificiale volta alla selezione delle razze e diffusa in tutto il Paese; ma ciò nonostante, la dimostrazione per gli animalisti della volontà di selezionare specie adatte alla sola caccia, alimentando così un circolo vizioso di morte.

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