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''Ci sarà un attentato terroristico'' ma era uno scherzo: 15enne nei guai

Il ragazzino della Val di Non ha telefonato ad una Proloco del riminese annunciando un attentato. I carabinieri però sono riusciti a risalire all'utenza telefonica e si sono presentati davanti la porta di una casa in Val di Non. Il 15enne ha ammesso di essere autore della telefonata

Pubblicato il - 08 maggio 2019 - 08:43

VAL DI NON. «Buonasera, volevo avvertire che ci sarà un attentato terroristico nella zona di Rimini». Queste le parole arrivate attraverso una telefonata fatta da una voce maschile, «ferma, sicura, e senza rumori di fondo», sabato sera alla sede della Proloco di un comune della Valmarecchia, nel Riminese.

 

Un avvertimento che i responsabili della Proloco hanno ovviamente immediatamente considerato serio avvisando del pericolo e di quello che era successo il sindaco del paese e anche i carabinieri.

 

Sono così partite le indagini tecniche, coordinate dalla Procura, con un dispiego di forze dell'ordine di non poco conto.

 

La chiamata alla sede della Proloco era stata fatta in anonimo e il responsabile del circolo non era riuscito ad individuare il numero chiamante. Le indagini dei carabinieri, però, hanno permesso in poco tempo di individuare la cella telefonica da dove era arrivata la chiamata e così anche il telefono, coincidente con un'utenza fissa in provincia di Trento, in val di Non.

 

I militari hanno suonato alla porta della casa e davanti alle forze dell'ordine e ai genitori un ragazzino di 15 anni ha ammesso di essere lui l'autore della chiamata e che voleva fare uno scherzo.

 

Secondo quanto raccontato dal giovane, l'idea era nata mentre era in gita in Romagna, un mese prima. Il 15enne è stato denunciato per procurato allarme alla Procura per i minorenni.

 

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