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Controlli coordinati e salvaguardia di tinche, lavarelli, salmerini e trote del lago di Garda, in arrivo regole comuni tra Trentino, Veneto e Lombardia

L'intesa a cui si vuole arrivare ha come obiettivo quello di uniformare il rilascio di licenze e concessioni, coordinare il comportamento delle polizie provinciali e sostenere percorsi di innovazione e sostenibilità ambientale

Pubblicato il - 25 aprile 2019 - 11:39

TRENTO. Regole comuni per una gestione sostenibile e unitaria della pesca sul Garda e per la tutela della biodiversità. L'iniziativa parte dal Veneto e l'intenzione e quella di creare delle regole uguali su tutte le sponde del Garda per i pescatori e relative cooperative di pesca del lago più grande d’Italia.

 

Le due regioni Veneto e Lombardia e la Provincia autonoma di Trento hanno condiviso uno schema di accordo per gestire in modo unitario l’attività di pesca, il contrasto alle pratiche di frodo e la tutela del patrimonio ittico del Garda. L'accordo dovrà poi essere ratificato in via ufficiale dalle tre realtà territoriali competenti su coste e acqua dello più grande lago d’Italia.

L'obiettivo è quello di consentire un miglioramento delle regole comuni per una gestione sostenibile e unitaria della pesca e per la tutela della particolare biodiversità dell’ittiofauna gardesana: tinche, lavarelli, salmerini e trote di lago costituiscono infatti non solo un patrimonio di biodiversità, ma anche una importante fonte di reddito per le imprese di pesca legate alla ristorazione locale e alla commercializzazione.

L'intesa rappresenta un passo per uniformare il rilascio di licenze e concessioni, coordinare il comportamento delle polizie provinciali e sostenere percorsi di innovazione e sostenibilità ambientale.

 

Gli obiettivi specifici di tipo ambientale, sociale ed economico sono: al primo posto la garanzia di un corretto stato di conservazione degli habitat e delle specie; in secondo luogo prevede regolamenti e attività coordinate di controllo  per reprimere il bracconaggio. Infine, ma non ultimo, il documento comune impegna i tre enti ad un razionale utilizzo delle risorse pubbliche dedicate.
 

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