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“Corrieri fantasma”: Inps e guardia di finanza scoprono 14 lavoratori in nero e 60 irregolari impiegati nel trasporto merci

Grazie ai controlli incrociati le fiamme gialle hanno scoperto che un’impresa, attiva fra Bolzano e Treno, si era avvalsa di alcuni escamotage per eludere il fisco. Con questo metodo sarebbero stati evasi oltre 205 mila euro

Pubblicato il - 31 October 2019 - 12:57

EGNA. Il bilancio parla chiaro: 14 lavoratori in nero, sconosciuti al fisco, e altri 60 irregolari, questo il risultato di alcune verifiche fiscali condotte dagli uomini della guardia di finanza e dai funzionari dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale di Bolzano e Trento.

 

Nel mirino delle fiamme gialle è finita una società, con sede a Salorno ed operante nel settore del trasporto di merci su strada che, secondo quanto riferito, aveva elaborato un sistema per eludere il fisco.

 

I lavoratori in questione, parte dei quali stranieri, erano impiegati nella consegna “porta a porta” di merci acquistate on-line, e operavano nella bassa atesina che in altre zone delle province di Bolzano e Trento. La scoperta è avvenuta grazie al controllo incrociato su alcune contravvenzioni.

 

I militari infatti, hanno accuratamente ricostruito i vari passaggi mettendoli in relazione con le informazioni emerse durante la verifica fiscale. Nel dettaglio, sono stati monitorati i dati relativi al conducente verbalizzato ed all’orario dell’infrazione, che, successivamente, sono stati confrontati sia con le risultanze delle banche dati in uso alla guardia di finanza che con le annotazioni riportate sui libri unici del lavoro detenuti dall’impresa. 

 

Ciò ha consentito di scoprire che delle 14 persone trovate alla guida dei mezzi aziendali non vi era alcuna traccia nella documentazione, obbligatoria ai fini della normativa sul lavoro. Questo confronto, oltre ai lavoratori “fantasma”, ha fatto emergere gravi anomalie riferite ad altri 60 lavoratori “irregolari”, i quali stavano effettuando la loro prestazione pur risultando “cartolarmente” in ferie, in permesso, a riposo medico domiciliare o, più semplicemente, avevano terminato l’orario d’obbligo stabilito per quella giornata.

 

Grazie a quest’ultimi escamotages, la società effettuava i versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali in misura inferiore rispetto agli importi dovuti, per una differenza accertata di oltre 205 mila euro.  A carico della società sottoposta ad ispezione sono state contestate sanzioni amministrative, in materia di lavoro, per oltre 106 mila euro.  

 

“La collaborazione fra guardia di finanza e ispettori Inps – si legge in una nota – conferma non solo la validità della costante azione di controllo economico del territorio, a contrasto dell’impiego irregolare di manodopera e delle frodi nel settore della previdenza, ma anche e soprattutto la bontà dei servizi effettuati a tutela della collettività: dalle imprese oneste, che operano nell’osservanza delle Leggi, agli stessi lavoratori, occupati in maniera irregolare e sprovvisti, conseguentemente, delle dovute coperture assistenziali e pensionistiche”.

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