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E' ''critica politica'', il giudice assolve Ulivieri e Carotta per aver definito ''cancrena'' l'associazione ''Uomo libero'' e CasaPound

La vicenda giudiziaria risale al 2015, quando la lista ‘Riva Bene Comune’ nel programma in vista delle amministrative aveva definito "Uomo libero" e CasaPound come "cancrene". Il presidente dell'associazione, Valter Pilo, aveva portato i due esponenti del partito in tribunale

Di Tiziano Grottolo - 13 febbraio 2019 - 22:06

RIVA DEL GARDA. Salvo ricorsi straordinari sembra arrivata alla conclusione la vicenda legale che ha visto coinvolti da una parte Valter Pilo, presidente dell’associazione ‘Uomo Libero’, che a suo tempo aveva querelato il consigliere comunale Tommaso Ulivieri e Mirko Carotta per aver definito la sua associazione “Una cancrena”. 

 

Tutto risale al 2015, quando nel programma elettorale presentato dalla lista ‘Riva Bene Comune’ in vista delle amministrative un paragrafo dedicato all'antifascismo accende la polemica:  “[…]A Riva e nella ‘Busa’ – si legge – si sta via via assistendo a segnali inquietanti che testimoniano un risveglio e un fermento tra gruppi e gruppuscoli di estrema destra o dichiaratamente neofascisti. Spiccano tra essi l’organizzazione denominata CasaPound e la collegata L’Uomo Libero, attivissime sul territorio comunale anche in attività culturali e benefiche. Una cancrena che sta infettando anche giovani e molto giovani, penetrando impunemente anche nello stesso Consiglio comunale”.

 

Questo passaggio ovviamente non fece piacere a Pilo che decise di querelare i referenti politici della lista: Ulivieri, Carotta e l’ormai ex assessora Renza Bollettin (denuncia nei suoi confronti poi ritirata dallo stesso Pilo). 

 

Nel novembre 2017 arriva in primo grado l’assoluzione per via della “Particolare tenuità dell’offesa”, formula che non aveva soddisfatto nessuna delle due parti in causa, tanto che entrambe presentarono ricorso. “La querelante - scrive il giudice nella sentenza - non si occupa affatto di politica ma solo di organizzazione di apprezzabili operazioni di assistenza e soccorso internazionale, effettuate anche in collaborazione con enti pubblici”. Come sottolineato però dalla memoria difensiva degli imputati il nome dell’associazione sale alla ribalta delle cronache, locali e nazionali, proprio per il coinvolgimento in queste azioni di volontariato.

 

Operazioni di assistenza e soccorso internazionale svolte tra Kosovo e Birmania, quest’ultime al fianco dei guerriglieri Karen, molto apprezzati anche negli ambienti legati all’estrema destra. Inoltre il nome dell’associazione ‘Uomo Libero’ salta fuori anche in alcune inchieste de Il Fatto Quotidiano (Qui articolo e qui articolo) riguardanti il giovane neofascista Giovanni Battista Ceniti, per un periodo residente nella zona dell’Alto Garda, oltre che membro del commando che prese parte all’assassinio di Silvio Fanella, coinvolto a sua volta nel maxi-riciclaggio ‘Telecom Italia Sparkle-Fastweb’.

 

Nella giornata mercoledì 13 febbraio è andato in scena l’ultimo atto di questa querelle che va avanti da alcuni anni. Con sentenza di secondo grado, emanata dal tribunale di Rovereto, i due imputati, difesi dall’avvocato Claudio Malfer, sono stati assolti.

 

L’assoluzione è arrivata in quanto “il fatto non costituisce reato”, quindi il termine “Cancrena” sarebbe da ascriversi all’ambito della critica politica. Ora resta in ballo una seconda denuncia, questa volta solo nei confronti di Ulivieri che dopo la prima sentenza aveva attaccato nuovamente l’associazione de ‘L’Uomo Libero’. 

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