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Fermano un ragazzino con trappole e pettirossi, lo seguono a casa e scoprono una famiglia di bracconieri

Il minorenne è stato seguito a casa e nel congelatore della famiglia sono stati trovati un centinaio di uccelli morti molti dei quali appartenenti a specie protette: oltre ai pettirossi, fringuelli, zigoli muciatti, codirossi, pispole, ballerine bianche, cardellini, tordele e capinere

Pubblicato il - 20 October 2019 - 20:38

CAPOVALLE. Minorenne ma idee ben chiare, purtroppo. Seguire la tradizione di famiglia fatta di trappole a scatto e azioni di bracconaggio. L'operazione condotta dal distaccamento di Vestone della polizia provinciale nel territorio comunale di Capovalle (paese posizionato in linea d'aria sui monti tra il Garda e il Lago d'Idro) ha portato ad individuare una famiglia intera dedita a questa attività. 

 

Tutto è partito dal fermo del ragazzino che si trovava sui monti tra l'Alta Valsabbia e il Parco dell'Alto Garda Bresciano e stava recuperando dalle varie trappole dislocate sugli alberi, trai rami e nei cespugli, dei pettirossi. Questi sono i giorni del passo, delle migrazioni verso sud, del passaggio di tanti uccellini di diverse specie che si spostano diretti verso lidi più caldi.

 

Ed è per questo che i carabinieri forestali e gli agenti della polizia sono in perlustrazione in più zone ben consci del fatto che i tentativi di bracconaggio si moltiplicano in questa fase dell'anno. Gli agenti, ieri, hanno individuato il giovane alle pendici del monte Carzen, nel territorio comunale di Capovalle, e lui appena li ha visti sopraggiungere ha tentato la fuga. Ne è seguito un breve inseguimento con il ragazzo fermato con le prede ancora in mano. 

 

Gli agenti hanno quindi controllato anche un fienile presente nella stessa zona, trovando al'interno una cosa come 100 metri di reti da uccellagione, vietatissime che poi si è scoperto essere di proprietà dello zio del ragazzo. A quel punto gli agenti si sono diretti nella casa dello stesso minore. Qui l'ennesima brutta scoperta. Nel congelatore della famiglia un centinaio di uccelli morti molti dei quali appartenenti a specie protette: oltre ai pettirossi, fringuelli, zigoli muciatti, codirossi, pispole, ballerine bianche, cardellini, tordele e capinere

 

La denuncia a quel punto è stata estesa a tutta la famiglia: padre, madre e figlio, che dovranno rispondere in concorso dei reati di furto aggravato ai danni dello Stato e detenzione di avifauna protetta catturata con mezzi vietati.

 

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