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Freni per auto che non inquinano, l'Università di Trento in campo contro le polveri sottili

Nei laboratori del Polo Ferrari di Povo è stato inaugurato un dinamometro inerziale ad alto contenuto tecnologico. Consentirà di sviluppare la collaborazione di ricerca tra  tra l’ateneo e la multinazionale dell’automotive Brembo SpA

Foto Alessio Coser
Pubblicato il - 26 marzo 2019 - 16:10

TRENTO. Continua l'impegno nell'ambito della ricerca da parte dell'Università di Trento per frenare l’inquinamento da polveri sottili.

 

Nei laboratori del Polo Ferrari di Povo è stato inaugurato un dinamometro inerziale ad alto contenuto tecnologico, una speciale strumentazione Brembo per la ricerca che renderà ancora più stretta la collaborazione tra l’ateneo e la multinazionale dell’automotive Brembo SpA.

L'obiettivo della collaborazione è quello di studiare assieme come ridurre le emissioni di particolato legate all’usura dei sistemi frenanti. Nuovi design e rivestimenti per i prototipi che saranno messi a punto e linee guida accurate per misurare una fonte di inquinamento atmosferico mai finora monitorata a livello internazionale.

 

Se da un lato tutti sanno che l'auto inquina, dall'altro non tutti sono a conoscenza che si inquina anche frenando e dunque anche utilizzando macchine elettriche che sembrano sempre più i veicoli del futuro.

 

Studi scientifici internazionali hanno recentemente messo in luce come il sistema frenante (disco freno-pastiglia) e gli pneumatici, se usurati, contribuiscano considerevolmente all’inquinamento atmosferico da polveri sottili.

 

Ma se, da un lato, i gas emessi dal tubo di scappamento delle automobili sono sotto stretta osservazione e monitoraggio grazie alle nuove direttive europee, ben poco ancora si sa delle responsabilità nell’inquinamento legate all’usura di pneumatici e freni, poiché attualmente non esistono standard o direttive comunitarie sulle emissioni da queste fonti.

 

Un vuoto, questo, che la collaborazione Brembo SpA e il Dipartimento di Ingegneria industriale (DII) cerca di colmare con una collaborazione che va avanti dal 2013. Oggi la collaborazione continua con il progetto “Ecopads”, svolto all’interno di EIT Raw Materials.

L'inaugurazione del dinamometro inerziale ad alto contenuto tecnologico permetterà di fare ulteriori passi in avanti nella ricerca. “Grazie anche a questo macchinario sarà condotto un lavoro particolare sulla concentrazione, la morfologia e la composizione chimica delle emissioni di particelle – ha commentato Giovanni Straffelini, referente scientifico della collaborazione per il Dipartimento di Ingegneria industriale – elaborando un modello di riferimento che consenta di simulare i meccanismi di produzione ed emissione delle particelle, in modo da disporre degli strumenti adatti per controllare e contenere le emissioni. La ricerca permetterà di mettere a punto cuscinetti e dischi frenanti per l’automotive dal nuovo design e rivestimenti particolari in grado di abbattere le emissioni inquinanti. I nuovi materiali e sistemi saranno testati in differenti condizioni di usura, in condizioni di traffico cittadino, su strade di montagna e in diverse condizioni ambientali, utilizzando proprio le capacità di simulazione della nuova strumentazione inaugurata oggi”

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