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Gli devastano l’orto biologico per tre volte, tentando perfino di appiccare un incendio: “Ripianteremo tutto, non ci facciamo intimidire da dei codardi”

Succede in Val di Ledro, dove l'orto di una famiglia è entrato nel mirino di alcuni vandali che sistematicamente lo invadono devastandolo e rubando gli ortaggi. Il giovane agricoltore: “Renderemo questi luoghi ancora più speciali, persone come queste non sopravvivono in ambienti ricchi di bellezza, dovranno migrare altrove”

Di Tiziano Grottolo - 30 luglio 2019 - 19:09

LEDRO. “Mi dispiace condividere qualcosa di brutto in questa bella estate, ma è successo qualcosa che mi ha veramente spezzato il cuore: questa è la terza volta che qualcuno entra nel nostro orto, devastando, calpestando e cavando tutte le piante e le verdure”, si apre così la denuncia social di Giambattista Pesarini giovane residente della val di Ledro.

 

Pochi giorni fa qualcuno ha preso di mira l’appezzamento di terra che Pesarini coltiva con la sua famiglia in località Santa Lucia nei pressi di Tiarno di Sotto.

 

Fra l’altro non si tratta di un orto come tutti gli altri: in questo spazio di circa 700 metri quadrati di terreno, vengono coltivate piante officinali, ortaggi e fiori tutti rigorosamente biologici e i pesticidi sono banditi. “Utilizziamo tecniche naturali – spiega il giovane – come la permacultura e l’agricoltura sinergica lasciando anche che alcune piante crescano spontaneamente, questo aiuta a trattenere l’umidità in una zona che non offre molta acqua”.

Con l’ennesimo attacco sono andati in fumo mesi di lavoro, in totale si sono verificati già tre episodi dove una, o più persone, si introducono nel campo sradicando le piante e rubando gli ortaggi. In un’occasione qualcuno ha tentato di appiccare il fuoco ad alcune balle di fieno e alla paglia usata per la pacciamatura, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

 

Sono state sporte anche due denunce verso ignoti ma finora non hanno prodotto alcun effetto: “Forse – afferma Pesarini – anche questi elementi danno fastidio, ma per noi non si tratta solo di verdure e fiori, è il lavoro di giornate intere sotto al sole cocente, sono il nostro sfogo e arte, sono il frutto di una passione e di un amore per la natura che condividiamo in famiglia e con gli amici”.

L’orto, inteso alla maniera di Pesarini, diventa un luogo quasi sacro, dove staccare dal mondo, un posto dove rilassarsi e godersi le cose semplici e dove prendersi cura della natura: “Questo è quello che queste persone cercano di calpestare e distruggere, le cose belle della vita”.

 

Dopo lo sfogo pubblicato su Facebook però è arrivata anche tanta solidarietà: “Tutto il supporto della gente ci dà la forza di ricominciare, continueremo a spaccarci la schiena nel nostro orto per farci medicine e verdure”.

Dunque a nulla sono serviti i gesti intimidatori messi in atto da alcuni codardi “l’orto della gioia” continuerà a vivere: “Ieri c'ho visto veramente rosso dalla rabbia – conclude Pesarini – ma probabilmente è proprio la rabbia che ha forgiato queste persone, la nostra risposta sarà rendere questi luoghi ancora più speciali, persone come queste non sopravvivono in ambienti ricchi di bellezza, dovranno migrare altrove”.

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