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I droni dei vigili del fuoco bloccati a terra senza assicurazione. I tecnici: ''Problema del broker, già superato''

Il servizio sospeso da venerdì a lunedì. Martedì mattina la ripresa delle operazioni. ''Attività specialistica, non essenziale ai soccorsi'', assicurano gli esperti

Pubblicato il - 21 gennaio 2019 - 23:24

TRENTO. Non solo gestione dei rischi e prevenzione in ambito idrogeologico. I droni in Trentino vengono ormai sempre più spesso utilizzati in situazioni di emergenza o per la ricerca di persone scomparse. Un utilizzo all'avanguardia in Europa quello dei sei droni in dotazione ai vigili del fuoco del corpo permanente di Trento. Che però durante lo scorso weekend è rimasto bloccato per una questione d'assicurazione. "Un problema già risolto e superato", assicurano gli addetti ai lavori.

 

Lo stop del servizio sarebbe stato momentaneo e sarebbe durato da venerdì scorso a lunedì. Il nodo sarebbe la mancata copertura assicurativa, obbligatoria per legge: sarebbe venuta a mancare per un disguido dell'ultimo minuto.

 

"C'è stato un problema del broker che ha in appalto le assicurazioni, può capitare, martedì mattina saremo già in volo e operativi" fanno sapere i vigili del fuoco di Trento.

 

A pilotare i sei droni in dotazione sono i vigili del fuoco del Sapr, il gruppo Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto del corpo permanente di Trento. Il servizio che compiono, fanno sapere da via Secondo da Trento, è un servizio "non standard": "Come per i sommozzatori, non tutte le province, né tutti i comandi dei vigili del fuoco hanno un nucleo dedicato ai droni. Parliamo di servizi specialistici di cui anche le altre province si avvalgono. E noi viceversa lo facciamo con altri servizi".

 

Anche il personale, dicono i vigili del fuoco permanenti, non è tale da garantire una reperibilità 24 ore al giorno, sette giorni a settimana: "Visto il numero dei piloti, tra turni, malattie e ferie, i droni non sono sempre operativi. Non parliamo di un servizio essenziale, né di uno strumento fondamentale come può esserlo un'autobotte. Perciò l'operatività non è sempre garantita".

 

Quindi la precisazione: "Non è un servizio standard, ma funziona perfettamente. C'è stato un problema del broker per cui non c'è stata l'assicurazione, ma è già stato risolto".

 

L'operatività, secondo quanto riferito, sarebbe dunque stata sospesa per un periodo irrilevante; lo stop sarebbe stato minore in termini di tempo rispetto a quelli dettati dalla normale turnazione.

 

In un periodo in cui a tenere banco è la discussione nata dalla modifica all'articolo 2 della legge provinciale del 1988 in materia di servizi antincendi per il triennio 2019-2021 contenuta nella variazione di bilancio (il tema è una copertura assicurativa per 50.000 euro ai corpi dei vigili del fuoco volontari del Trentino), i vigili del fuoco permanenti sottolineano che quanto successo ai droni non ha nulla a che fare con l'aspetto politico.

 

Una svista, insomma, un disguido che ha riguardato un comparto all'avanguardia in Italia e in Europa. L'attività nelle situazioni di emergenza e, in particolare, di ricerca di persone scomparse è valsa al Sapr anche un riconoscimento a livello internazionale. La scorsa estate il team trentino è infatti stato il primo in Europa a compiere un salvataggio di una persona con un drone (qui l'articolo).

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