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Il latte fresco di montagna Latte Trento sarà venduto con bottiglie di vetro. L'obiettivo è produrne un milione

Oggi la presentazione delle nuove confezioni nello stabilimento di Latte Trento alla presenza degli assessori provinciali all’agricoltura Giulia Zanotelli e alla cooperazione e ambiente Mario Tonina. Le bottiglie non saranno “vuoti a rendere”

Pubblicato il - 19 December 2019 - 19:39

TRENTO. Nuove bottiglie di vetro per il Latte Trento. La novità è stata presentata quest'oggi nella sede dello stabilimento a Spini di Gardolo alla presenza del vicepresidente della giunta provinciale e assessore all’ambiente Mario Tonina e dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, accolti dal presidente Carlo Graziadei e dal direttore Sergio Paoli.

 

“Il latte alta qualità di montagna – viene spiegato dal direttore Sergio Paoli - in confezione di vetro è la nostra massima espressione di eccellenza. Contiamo di produrne un milione di bottiglie su 30 totali. Questi latte viene raccolto solo nelle stalle di montagna dei nostri soci, in cui viene garantito il benessere degli animali e l’alimentazione proveniente dalla stessa azienda, almeno per il 60%. Il vetro tutela tutte le caratteristiche organolettiche del prodotto”.

 

Latte Trento lavora circa 55 milioni di litri di latte, in parte destinato all’alimentazione, in parte a Trentingrana e altri formaggi, su un totale di 130 milioni di litri prodotti a livello provinciale. Su un totale di 30 milioni di bottiglie di latte – di cui 20 milioni di latte fresco - che escono ogni anno dallo stabilimento di Latte Trento, il direttore Sergio Paoli conta di produrne un milione in confezione di vetro.

 

Il vetro è il materiale più rispettoso dell’ambiente, tuttavia le bottiglie non saranno “vuoti a rendere”. Sembra un paradosso ambientale, tuttavia le bottiglie rientrano comunque nel ciclo produttivo attraverso la raccolta differenziata e successivo riutilizzo per produrne di nuove.

Il motivo lo hanno spiegato lo stesso direttore Paoli e il rappresentante della Vetri Speciali Gianluca Santagata che produrrà, a poche centinaia di metri di distanza dallo stabilimento, le bottiglie. “Il procedimento di recupero delle bottiglie non è sostenibile perché molto complesso, lungo e costoso – ha detto Paoli - i vuoti devono essere selezionati, trasportati con cautela, puliti usando molta acqua e detergenti, e sterilizzati. Molto più conveniente anche per l’ambiente recuperare i frammenti nelle discariche differenziate per realizzarne di nuove.

 

Non mancano i problemi del settore, sollevati da Paoli, a cui hanno risposto i rappresentanti provinciali. Come il tema delle superfici e della qualità dei foraggi, della gestione degli appalti in modo da garantire nelle strutture pubbliche l’utilizzo di prodotti locali (“vedo troppe confezioni di latte tedesco e francese nei nostri ospedali”), e le iniziative di sensibilità per diffondere la cultura del riciclo dei materiali.

 

Oltre ad avvalersi del marchio di “Qualità Trentino”, il latte fresco in bottiglia di vetro si fregia di numerosi marchi di garanzia, ognuno tutelato da specifico disciplinare di produzione. Innanzitutto il latte è Trentino di Montagna, ovvero raccolto ogni giorno solo presso le stalle dei soci (reg. UE n°.1151/2012). Proviene da allevamenti attenti alle regole del benessere animale, con filiera certificata Csqa, e le mucche sono alimentate esclusivamente con foraggi NO OGM, il 60% dei quali devono provenire dalla stessa azienda agricola in loco. Alta Qualità significa che viene prodotto in conformità al D.M. 185/91, che certifica una qualità superiore rispetto al normale latte fresco (grassi 4,0 per 100 ml).

 

 

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