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La rotazione terrestre muove le acque del Garda e ne influenza il rimescolamento. La scoperta di un team di ricerca delle Università di Trento e di Utrecht

I risultati dell'importante studio sono stati pubblicati quest'oggi su “Scientific Reports”. Sono stati coinvolti il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento e  l’Istituto di ricerca marina e atmosferica dell’Università di Utrech

Pubblicato il - 05 giugno 2019 - 11:59

TRENTO. La rotazione terrestre modifica il movimento delle acque del Garda e ne influenza il rimescolamento. Questa l'importante scoperta che è stata fatta da team di ricerca delle Università di Trento e di Utrecht i cui risultati oggi sono stati pubblicati su “Scientific Reports”.

 

Alla scoperta si è giunti nell’ambito di una collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento con il gruppo di ricerca coordinato da Marco Toffolon e l’Istituto di ricerca marina e atmosferica dell’Università di Utrecht con Henk A. Dijkstra.

«I risultati – raccontano Sebastiano Piccolroaz (Utrecht University) e Marina Amadori (UniTrento), autori dell’articolo insieme a Toffolon e Dijkstra – sono frutto di un’intensa campagna di misure che ha visto impegnati i nostri gruppi di ricerca di Trento e di Utrecht per due anni, dal 2017 al 2018, e che è stata accompagnata da modellazione numerica dell’idrodinamica del lago di Garda».

La scoperta fatta dai ricercatori riesce a spiegare diversi importanti influssi sull'ecosistema del lago. "Dal nostro studio emerge che quando il vento soffia lungo l’asse principale del lago di Garda la rotazione terrestre induce una circolazione secondaria che fa muovere l’acqua anche in direzione trasversale, da una costa all’altra. L’effetto è una differenza di temperatura dell’acqua tra la sponda veneta e quella lombarda e, più rilevante per la salute del lago, il trasferimento di ossigeno, nutrienti e altre sostanze disciolte dalla superficie agli strati più profondi e viceversa”.

 

Nel dettaglio, in caso di Föhn, si assiste alla risalita (upwelling) di acqua fredda lungo la costa orientale e alla discesa di acqua più calda lungo la sponda occidentale (downwelling). In particolare, nel periodo compreso tra febbraio e aprile, quando la temperatura del lago raggiunge i valori minimi, il rimescolamento può spingersi fino sul fondo del lago, a 350 metri di profondità. “Non ci si aspettava di riscontrare nel lago di Garda – è stato spiegato dai ricercatori - un fenomeno che è tipico delle zone costiere di oceani e grandi laghi".

 

L’articolo
“Importance of planetary rotation for ventilation processes in deep elongated lakes: Evidence from Lake Garda (Italy) è il titolo dell’articolo pubblicato sulla rivista scientifica “Scientific Reports” del gruppo “Nature”.
Autori e autrici dello studio sono: Sebastiano Piccolroaz e Henk A. Dijkstra per l’Università di Utrecht e Marina Amadori e Marco Toffolon per l’Università di Trento.
L’articolo si può consultare liberamente al link: www.nature.com/articles/s41598-019-44730-1

 


La scoperta rappresenta, quindi, un passo importante nella comprensione delle circolazioni del lago di Garda e dei processi che ne governano la qualità delle acque. Dà inoltre un contributo agli studi sulle risposte dei laghi al cambiamento climatico. "I risultati della ricerca – osservano – suggeriscono che questo tipo di circolazione profonda possa diventare sempre più rilevante in uno scenario di riscaldamento climatico dove il tipico rimescolamento dovuto al raffreddamento superficiale in inverni particolarmente rigidi sta diventando sempre più raro, mentre la frequenza e intensità di venti forti non sembra diminuire".

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