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''La situazione rimane di attenzione massima, mantenetevi il più possibile in zone aperte'', in Alto Adige dopo la ''tregua'' torna il maltempo

I danni da masse nevose a causa della nebbia non sono ancora del tutto visibili, ma si teme che si siano verificati grossi danni. I geologi provinciale hanno riferito di frane in val Pusteria, val Badia, valle Isarco e Bassa Atesina

Pubblicato il - 18 novembre 2019 - 17:33

BOLZANO. "La situazione rimane di attenzione massima". Così l’assessore provinciale alla protezione civile dell'Alto Adige Arnold Schuler nel commentare quello che è stato e quello che sarà. La Provincia di Bolzano oggi ha avuto qualche ora di tregua dall'ondata di maltempo che ha colpito tutto il territorio che ha dovuto sopportare nevicate record, valanghe, crolli di alberi, cavi dell'alta tensione spezzati, reti telefoniche saltate, treni deragliati (come quello in Val Pusteria qui sotto), danni a beni e abitazioni, frane, strade chiuse e allagamenti.

 

 

In totale, dal 13 novembre ad oggi, sono stati oltre 2.000 gli interventi e oltre 4.000 i vigili del fuoco volontari impegnati che hanno reagito con spirito di abnegazione, professionalità e, è bene sempre ricordarlo, gratuitamente. E l'Alto Adige ha tenuto. Al momento, infatti, non si registrano vittime e anche i danni sono stati contenuti grazie all'operato di questa straordinaria macchina dei soccorsi capace, quando viene chiamata in causa, di muoversi davvero come fosse un sol uomo. E oggi Schuler ha preso parte alla riunione della Conferenza di valutazione nel Centro operativo provinciale dell’Agenzia per la Protezione civile e ha lanciato un appello alla popolazione: "Mantenetevi il più possibile in zone aperte".

 

Ora, infatti, i terreni saturi d’acqua e le ulteriori nevicate fino a bassa quota con annesse precipitazioni previste già in queste ore, aumentano enormemente il potenziale rischio di dissesti idrogeologici. Ci sono le frane a fare paura e ci sono le valanghe in quota a minacciare i fondovalle. E poi gli schianti degli alberi, appesantiti dalle forti nevicate, e con le radici immerse in terreni provati e fangosi.

Questo il bollettino ufficiale

 

Meteo: da mercoledì le precipitazioni cessano

Nella serata si diffonderanno in tutta la provincia nuove precipitazioni provenienti da Sud, ha riferito il meteorologo Philipp Tartarotti del Servizio meteo provinciale dell’Ufficio idrografico della Protezione civile. Il limite delle nevicate si attesta fra i 500 e i 1.000 metri. Le temperature saliranno da 2 a 8 gradi. In tutta la provincia nelle prossime 24 sono da attendersi fino a ulteriori 10 millimetri di precipitazioni, nella zona della val d’Ultimo e sulle Dolomiti fino a 20 millimetri ma valori superiori potrebbero registrarsi nella zona Est della provincia. Da mercoledì (20 novembre) le precipitazioni dovrebbero cessare fino al fine settimana. Raffiche di vento forte non sono più da attendersi a partire da oggi sotto i 1.400 metri di quota.

 

Grande attività di valanghe e forte vento

Ieri (17 novembre) è stata documentata un’intensa attività di valanghe, spiega Fabio Gheser del Servizio valanghe della Provincia. Il vento rimane forte. La valutazione del pericolo valanghe rimane a un livello 4 per la zona alpina più elevata. La situazione delle valanghe rimane di massima attenzione.

 

Stazioni idrometriche sotto controllo

Il livello delle acque dei principali corsi d’acqua non presenta al momento alcuna problematicità, riferisce Roberto Dinale del settore Idrografia nell’Ufficio idrografico provinciale. Livelli dei fiumi più elevati si registrano nella parte orientale della provincia. Il livello dell’acqua nei canali di drenaggio nelle valli rimane tuttavia molto elevato.

 

Alberi caduti

Angelika Aichner della Ripartizione provinciale Foreste ha riferito di alberi caduti. Ciò rappresenta una criticità in tutte le zone della provincia mentre a Merano la situazione si è tranquillizzata. I terreni sono saturi d’acqua, perciò la situazione rimane di attenzione massima specialmente nelle zone orientali della provincia. I danni da masse nevose a causa della nebbia non sono ancora del tutto visibili, ma si teme che si siano verificati grossi danni. I geologi provinciale hanno riferito di frane in val Pusteria, val Badia, valle Isarco e Bassa Atesina. Il pericolo derivante da pendii saturi d’acqua permante. In val Venosta permane il pericolo di frane di sassi.

 

La centrale viabilità

La strada della val Badia rimane chiusa. La val Senales rimane percorribile fino a Madonna di Senales, oltre la strada è bloccata. La ferrovia della Venosta è nuovamente aperta dalle 12 di oggi. La statale della Pusteria è a una corsia fra Chienes e San Lorenzo di Sebato.

 

Sopralluogo in val Martello

Dopo la slavina staccatasi in Val Martello i Bacini montani sono già all’opera per sistemare i danni. L’assessore Arnold Schuler e il direttore dell'Agenzia Rudolf Pollinger questa mattina sono stati sul posto insieme al sindaco Georg Altstätter per avere un quadro della situazione.

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