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Matteo Messina Denaro nascosto in uno scantinato in Veneto, il boss della Mafia si sarebbe rifugiato nel trevigiano

Le dichiarazioni messe a verbale da un collaboratore di giustizia nell'ambito di un'indagine su pizzo e usura che sarebbero stati praticati a imprenditori e commercianti veneti nella zona di Eraclea

Pubblicato il - 20 novembre 2019 - 11:33

TREVISO. Si sarebbe nascosto in uno scantinato in Veneto, più precisamente in una casa di colore giallo a Campo di Pietra di Salgareda nel trevigiano. Il super latitante Matteo Messina Denaro, il boss numero uno della mafia, uno degli uomini più ricercati del mondo sarebbe stato ospite di un altro siciliano, Vincenzo Centineo per ''quattro o cinque giorni''.

 

A rivelarlo il collaboratore di giustizia Emanuele Merenda nell'ambito dell'inchiesta sull'infiltrazione della camorra casalese ad Eraclea, nel veneziano. Un'indagine che verte sul pizzo e l'usura che sarebbero stati esercitati da frange dei casalesi su imprenditori e commercianti veneti. E l'anello di congiunzione tra questa indagine e il super boss che, di fatto, ha preso il posto di Totò Riina ai vertici di Cosa Nostra sarebbe proprio quello che dagli inquirenti è considerato uno dei contatti del capobanda in quella zona, Luciano Donadio: quel Vincenzo Centineo altro siciliano originario di Gangi, in provincia di Palermo.

 

Emanuele Merenda ha fatto mettere a verbale che ''Centineo mi ha anche detto che ha ospitato Matteo Messina Denaro per quattro o cinque giorni a Campodipietra. La facciata è di colore giallo''. La notizia, ovviamente, è di primaria importanza perché permetterebbe di costruire nuove trame e nuove rotte per seguire quello che qualche giorno fa, nell'ambito di un'altra inchiesta della procura distrettuale di Palermo, veniva definito semplicemente ''Iddu''. Un'indagine su un'associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti che avrebbe operato sotto l'egida di Cosa nostra e di Matteo Messina Denaro.

 

E le indagini che hanno portato all'arresto di quelli che sono considerati pericolosi narcotrafficanti che avrebbero importato grosse quantità di hashish sulla rotta Marocco-Spagna-Italia sono arrivate a recuperare delle intercettazioni tra un avvocato bolognese e il figlio di un boss dove questi ricordava di un incontro alla stazione di Trapani con ''Iddu'' che si era fatto accompagnare a bordo di una Mercedes da un certo ''Mimmu''. Un ''Iddu'' che, sospettano gli investigatori, sarebbe proprio il superlatitante Messina Denaro.

 

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