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Maxi operazione dei Carabinieri, smantellata una centrale dello spaccio di eroina, cocaina, hashish al parco della stazione di Bolzano

Ad inizio giornata sono scesi in campo 70 Carabinieri del Comando Provinciale di Bolzano, supportati da unità cinofile antidroga del Nucleo Cinofili Carabinieri di Laives e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, militari del 7° Reggimento di Laives e con l’ausilio aereo del 3° Nucleo Elicotteri di Bolzano

Pubblicato il - 27 giugno 2019 - 18:36

BOLZANO. Si sentivano particolarmente sicuri e spacciavano senza farsi problemi nei giardini davanti alla stazione al passaggio di cittadini o turisti. A volte, addirittura, al fine di eludere i controlli da parte della Forze di Polizia, inscenavano litigi tra loro ed in due casi, per sottrarsi al controllo dei Carabinieri, hanno provato a reagire colpendo i militari intervenuti.

 

E' stata una vera e propria maxi operazione contro le sostanze stupefacenti quella messa in campo dai Carabinieri di Bolzano che ha portato allo smatellamento di una centrale dello spaccio di un gruppo di nigeriani con sette arresti su ordinanza di custodia cautelare.

 

A partire dalle prime ore della giornata sono scesi in campo oltre 70 Carabinieri del Comando Provinciale di Bolzano, supportati da unità cinofile antidroga del Nucleo Cinofili Carabinieri di Laives e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, militari del 7° Reggimento di Laives e con l’ausilio aereo del 3° Nucleo Elicotteri di Bolzano. Sono state effettuate perquisizioni e controlli a tappeto in diverse aree della città, concentrandosi sul parco della stazione ferroviaria del capoluogo, dove da tempo era monitorata l’attività di spaccio di un gruppo di nigeriani, che lì avevano costituito un fiorente mercato di diversi tipi di sostanze.

 

L’operazione ha consentito l’arresto, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bolzano su richiesta della locale Procura, di sette soggetti, ritenuti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

 

Ulteriori due sono attualmente ricercati: si tratta di soggetti in Italia senza fissa dimora per i quali sono state diramate le ricerche a livello nazionale. A due indagati è stato notificato il divieto di dimora nel comune di Bolzano mentre uno degli arrestati di oggi è stato arrestato a Merano, dove era ospitato da connazionali.

 

Nel corso dell’indagine, avviata nei primi mesi del 2019, i Carabinieri della Compagnia di Bolzano, attraverso servizi di osservazione e pedinamento, hanno potuto infatti riscontrare e documentare numerosi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, riconducendoli ai predetti cittadini stranieri, tutti tra i 19  ed i 37 anni, in Italia senza fissa dimora, di cui uno solo titolare di un permesso di soggiorno ancora in corso di validità (gli altri sono cittadini extracomunitari il cui titolo di soggiorno risulta non più valido).

 

L’organica e strutturata manovra investigativa dei Carabinieri, ha consentito quindi di dimostrare l’operatività dei nigeriani nel settore dello spaccio di stupefacenti, con osservazioni e sequestri condotti nel tempo, che hanno complessivamente consentito di denunciare dodici persone per spaccio, due per inosservanza alla legislazione sull’immigrazione e ulteriori due per resistenza o violenza a pubblico ufficiale.

 

Trenta sono state invece le persone segnalate al Commissariato del Governo di Bolzano quali assuntori di droga, tutti soggetti residenti in provincia di Bolzano, oltre 80 le persone (tra uomini e donne), controllati nel corso delle operazioni poiché, nel corso dei controlli, si erano approcciati agli indagati, venendo però fermati e identificati prima di acquistare il narcotico.

 

Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno sequestrato quasi 1500 euro in contanti, quali provento delle attività di spaccio degli indagati, sequestrando complessivamente quasi 400 dosi di droga tra eroina, cocaina, hashish e marijuana.

 

L’attività investigativa è stata condotta senza l’ausilio di attività di intercettazioni ma con la più classica attività di controllo puntuale del territorio, osservazioni costanti e pedinamenti puntuali, che hanno consentito di fotografare o riprendere in video gli spacciatori mentre cedevano le dosi di stupefacente ai clienti, alcuni dei quali anche non giovanissimi.

 

Le indagini hanno consentito di accertare come gli indagati avessero la disponibilità di vari tipi di stupefacente (eroina – cocaina – hashish e marijuana) e che esistesse presso i giardini ferroviari un vero e proprio bazar illegale realizzato alla luce del sole.

 

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