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Mettono degli escrementi su un muretto per impedire che si siedano i bambini. Il sindaco di Civezzano: "Un gesto incommentabile"

E' successo a Garzano, frazione di Civezzano, dove per la mancanza della pensilina i bambini sono costretti a ripararsi sotto la tettoia di una casa. La brutta sorpresa si è presentata agli occhi di genitori e figli, mentre attendevano lo scuolabus per Civezzano. Il sindaco Dellai: "Non solo in senso metaforico, l'han fatta fuori dal vaso"

Di Davide Leveghi - 24 September 2019 - 12:30

CIVEZZANO. La sequela di commenti apparsa sotto la nauseabonda foto del misfatto, nel gruppo Facebook di Civezzano, è un insieme di sconsolazione e rabbia. E la reazione del sindaco Stefano Dellai, raggiunto al telefono, non è tanto dissimile. Sorpresa e incredulità, dunque, di fronte a un atto che si fatica a spiegare.

 

A Garzano, frazione di Civezzano che conta un centinaio di anime, nessuno si sarebbe aspettato lo spettacolo trovato a inizio mese da genitori e bambini, giunti al solito posto per salire sul pulmino che li accompagna alla scuola, posta appena sopra il paese. Il muretto dove i pochi pargoli attendono il trasporto era ricoperto da un'ordinata fila di escrementi. La stessa disgustosa “fila indiana” si ritrova pure sotto la tettoia di una casa, dove i bambini si riparano in caso di pioggia.

 

Talmente ordinate, le file, da lasciare poco spazio all'idea che sia stato un caso. A quanto pare, i bambini che al mattino aspettano lo scuolabus, tra l'assonnato e l'euforico, danno fastidio a qualcuno.

 

La denuncia parte da una donna di Civezzano, che sul social posta le foto commentando indignata il gesto. Il sindaco si accoda: “”Abbiamo sentito prima la signora, dopo aver visto le immagini. La prima reazione è stata d'incredulità, ma poi abbiamo cercato di capire cosa ci stesse dietro. Stiamo ancora verificando”.

 

“Garzano è una frazione non servita dalla linea di Trentino Trasporti – spiega Dellai – quindi per il servizio scuolabus non c'è la pensilina classica”. Per quello la striscia di letame era disposta anche sotto la tettoia. “I bambini sono 6-7, che attendono al mattino e poi semplicemente smontano la sera prima di tornare a casa”.

 

Lo sbigottimento del sindaco è dovuto non solo al discutibile gesto ma pure alla mancanza di segnali. “Mai nessuno è venuto da me a presentare una lagnanza – afferma incredulo – la cosa ci ha lasciato ancora più sorpresi proprio perché non ci sono state avvisaglie. Per commentare l'atto, infine, le lascio utilizzare i peggiori termini negativi che vi permette il vostro lavoro”.

 

Dellai, pertanto, esclude la bravata: “Non mi è stato riportato nulla a riguardo. È un gesto che sottende qualche problematica da parte di chi l'ha fatto. Si può dire, non solo in senso metaforico, che qualcuno l'ha fatta fuori dal vaso”.

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