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Nella ricca Bolzano il Centro di recupero dell'avifauna rischia di chiudere. Il presidente: ''La struttura è fatiscente e manca il personale''

Il Crab vive da 15 anni di volontariato. Simonini: ''Per offrire un servizio serve una pianificazione seria''. La Lega per l'abolizione della caccia: ''Al Centro si dia lo stesso finanziamento dell'attività venatoria''

Pubblicato il - 10 gennaio 2019 - 18:21

TRENTO. Il Crab, il Centro per il recupero dell'avifauna e dei piccoli mammiferi selvatici in Alto Adige chiuderà. "A meno che non intervenga la Provincia" fanno sapere i volontari dell'associazione che gestisce il centro presso la Giardineria comunale in via Rio Molino a Bolzano.

 

Il centro si occupa da oltre 15 anni di curare e reintrodurre in natura uccelli e piccoli animali selvatici (come ricci, mustelidi, scoiattoli) trovati malati o feriti o senza cure parentali.

"Il centro è nato, con l'interessamento del sindaco di allora, da un gruppo di appassionati che negli anni hanno formato altri volontari che collaborano ed hanno collaborato con la struttura - racconta il presidente dell'associazione Crab Gabriele Simonini - Adesso, però, abbiamo deciso di sospendere le attività perché la struttura cade a pezzi ed è rischioso continuare e perché ci sono problemi organizzativi. Per tenere in piedi il Centro di recupero ci vuole personale, non si può andare avanti solo con i volontari. Anche perché questi ultimi vanno formati e ci si mette del tempo per farlo".

 

La decisione, racconta il presidente, è stata presa a malincuore: "Oggi la situazione non è più gestibile per la fatiscenza della struttura e perché si deve offrire un servizio di un certo livello. Una serie di complicanze ci hanno portato a fare questa scelta, non ultima la responsabilità penale". Di che tipo? "Se cade una tegola in testa a qualcuno ne rispondo io e poi ci sono le infiltrazioni d'acqua".

 

Al momento nel centro sono attivi 6-7 volontari: "Ma non tutti sono esperti e se ci sono decine di specie diverse, animali feriti, da trattare e da cibare - dice Simonini - ci vuole una presenza costante di qualcuno che lo sappia fare. Proprio per queste difficoltà, adesso che il periodo è di meno lavoro, abbiamo prima cercato di diminuire e poi deciso di chiudere il Centro. In carico abbiamo ancora un paio di animali in lungodegenza e stiamo cercando di sistemarli altrove".

 

Quindi il riferimento all'altra realtà provinciale, il Centro di recupero fauna selvatica di Trento: "Siamo nati come a Trento, ma poi lì è intervenuta la Provincia e ha creato un centro. Dopo diverse prove si è adottata la forma attuale, si è deciso di dare in concessione il servizio con un budget, dei dipendenti. Con tutto ciò che rende possibile fare delle pianificazioni, insomma".

 

La richiesta del Crab alla Provincia di Bolzano è di strutturare una realtà analoga: "È un peccato perdere l'attività e l'esperienza: al di là del recupero di uccelli e animali potremmo essere un punto di osservazione sanitario e scientifico, visto che inanellavamo tutti gli esemplari", dice Simonini. "Chiediamo alla Provincia - prosegue - di seguire l'esempio di Trento, non è un'esigenza del Crab, ma una questione legata alla natura".

Senza il Crab rimarrebbe per il recupero dei volatili Castel Tirolo. "Abbiamo anche parlato con Spagnolli - dice il presidente dell'associazione - che ci ha proposto un tavolo di confronto. Va bene, però non serve solo una struttura, ma un'organizzazione diversa, ci vuole del personale".

 

Una richiesta di "salvare il Crab" arriva anche dalla sezione regionale della Lega per l'abolizione della caccia Onlus: "Mentre la Provincia autonoma di Bolzano spende milioni di euro per finanziare i cacciatori, il Crab non riesce a recuperare gli animali in difficoltà perché non riceve il denaro indispensabile". 

 

"Il contributo annuo per chi salva fauna selvatica in difficoltà è di circa 15-20.000 euro, palesemente insufficiente alla sopravvivenza dell'attività", recita una nota della Lac". La richiesta: "Proponiamo all'amministrazione provinciale di Bolzano di assegnare al Crab la stessa cifra riservata ai cacciatori e la ristrutturazione dell'attuale baracca pericolante".

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