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''Papillon, orso problematico o no? Questo è il dilemma'', il punto della professoressa ordinaria di diritto penale all'Università di Bologna

Sull'orso M49-Papillon pende la "spada di Damocle" dell'ordinanza di cattura da parte delle due province di Trento e Bolzano. Ma questa, oltre ai decreti d'urgenza sull'uccisione, sono illegittimi secondo i regolamenti nazionali ed europei di tutela dell'orso bruno. A spiegarcelo è Désirée Fondaroli, una professoressa di diritto penale dell'Università di Bologna

Di Désirée Fondaroli (professoressa ordinaria di Diritto Penale all'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Direttrice del Master in Diritto penale dell’impresa e dell’economia) - 10 September 2019 - 10:20

TRENTO. L'orso più ricercato del Trentino sarebbe arrivato in Lagorai, tra le aree più incontaminate della provincia. Insomma, Papillon avrebbe completato la sua fuga dopo aver messo sotto scacco la giunta leghista, eletta a suon di slogan anche contro i grandi carnivori e che, fino ad oggi, è riuscita solo nell'impresa di farsi scappare l'unico plantigrado giunto sulla parte est del territorio.

 

Nel frattempo oltre all'ordinanza della provincia di Trento, c'è sul tavolo anche quella di Bolzano. E se Filippo Degasperi chiede il ritiro dei provvedimenti (Qui articolo), le associazioni animaliste e ambientaliste hanno, fin da subito, criticato le decisioni di piazza Dante prima e piazza Walther poi. 

 

Pubblichiamo in forma integrale la lettera di Désirée Fondaroli, professoressa ordinaria di Diritto Penale all'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Direttrice del Master in Diritto penale dell’impresa e dell’economia. 

 

L’Orso M49, soprannominato Papillon dal ministro Costa, è in fuga: evaso, inseguito dall’ordinanza di cattura emessa dal Presidente della provincia di Trento e, pare, anche dal Presidente di quella di Bolzano.

 

Intanto la questione di legittimità costituzionale relativa alle due leggi provinciali di Trento e Bolzano del 2018, che introducono il potere autorizzatorio in deroga per prelievo, cattura e uccisione dell’orso (e del lupo), è stata sì dichiarata non fondata, ma riguarda il tema del conflitto di attribuzioni e competenze e lascia impregiudicato il nodo centrale: l’orso appartiene ad una delle specie maggiormente tutelate dalla legislazione internazionale, europea e statale, per cui misure estreme possono essere adottate solo in casi straordinari, quando il grado di problematicità dell’orso raggiunge livelli elevati, secondo il Piano d’Azione per la Conservazione dell’Orso Bruno (Pacobace).

 

Ma sarà davvero problematico, Papillon? Nel Pacobace si precisa che “un orso dal comportamento schivo, tipico della specie, non risulta pericoloso e tende ad evitare gli incontri con l’uomo”; il grado di pericolosità è tanto minore quanto meno l’orso dimostra abituazione all’uomo, cioè quanto più è elusivo. È il ritratto di Papillon, come riconosce il parere Ispra del 2019, mentre il Rapporto Grandi Carnivori 2018 della Provincia di Trento non denuncia alcun incontro ravvicinato con l’uomo e solo rimarca qualche evento di danno patrimoniale, che non sembra rendere applicabile la definizione di orso dannoso.

Insomma, vi è più di un dubbio che il fuggitivo debba essere qualificato dannoso o pericoloso, quindi problematico. Tuttavia Papillon è stato condannato a morte, e ciò perché osa “fare l’orso”, ossia tentare di sopravvivere e soprattutto di stare alla larga dall’Uomo, che prima lo ha importato per attrarre turisti e risorse economiche, e poi, per le stesse ragioni economiche, ma di segno contrario, vuole disfarsene a colpi di interventi d’urgenza. Già, perché le azioni stabilite dal Pacobace sono alternative, graduabili e proporzionate al rischio che deve essere correttamente individuato in relazione alla specifica situazione critica. Come è possibile allora che, si tratti di difendere i propri cuccioli oppure di non morire di fame, dopo Daniza e KJ2, all’orso tocchi sempre la stessa sorte, l’uccisione?

L’ordinanza d’urgenza, la legge in deroga, devono essere applicate con rigoroso rispetto e verifica dei presupposti previsti, proprio perché costituiscono eccezioni alla regola, e non possono trovare giustificazione nel solo “tipo di autore”, l’essere Orso. Altrimenti, vien da pensare, caro Papillon, cari Orsi Bruni, che, per il mero fatto di esistere, dobbiate essere soppressi. Superior stabat lupus, longeque inferior agnus…

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