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Parla con gli agenti con il traduttore del telefono: finisce a processo per tentata corruzione

Secondo l'accusa l'uomo avrebbe detto ''Io pago bene'', frase che per la difesa sarebbe riferita alla volontà di non evitare una multa da 900 euro: ''Io pago ben''

Pubblicato il - 08 maggio 2019 - 10:39

INNSBRUCK. Un problema linguistico, anzi, di uso del traduttore automatico. È questo il nodo di una vicenda arrivata in tribunale a Innsbruck, in Austria. Nei guai un cittadino italiano: per lui l'accusa è di tentata corruzione.

 

L'episodio che lo vede imputato in Austria è finito sulle pagine del Tiroler Tageszeitung e sta girando su diverse testate. Secondo quanto riportato l'uomo, un cuoco del sud Italia residente in Alto Adige, sarebbe stato trovato in automobile in stato di ebbrezza durante un controllo. Non parlando né il tedesco, né l'inglese, si sarebbe aiutato con lo smartphone, con il traduttore di Google.

 

Gli agenti gli avrebbero comunicato il ritiro della patente e una multa salata, da 900 euro. L'uomo avrebbe risposto scrivendo sul traduttore l'equivalente di "io pago bene" oppure "io pago ben". Una "e" (e tutta la differenza di significato tra le due frasi che ne consegue) separa le versioni delle forze dell'ordine e del cuoco: per l'accusa si sarebbe trattato di un tentativo di corruzione; il protagonista dell'episodio sostiene invece di aver solo voluto esprimere la sua disponibilità a pagare la multa.

 

Prima della sentenza sarà sentita un'altra testimone.

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