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Perseguita una donna conosciuta in vacanza e viene espulso dall'Italia. Il 29enne non potrà entrare in Unione europea per i prossimi 10 anni

I carabinieri di Trento lo avevano tratto in arresto dopo che l'autorità giudiziaria varesina lo aveva condannato per atti persecutori nei confronti di una giovane conosciuta in vacanza in Egitto. Giunto in Italia per un'occupazione stagionale, l'uomo aveva continuato a minacciare la donna, convincendola così a denunciarlo. E' stato espulso dall'Italia

Pubblicato il - 30 October 2019 - 15:46

TRENTO. L'ufficio immigrazione della questura di Trento ha espulso un 29enne cittadino egiziano, dotato di regolare permesso lavorativo, per il reato di atti persecutori ai danni di una ragazza della provincia di Varese. L'uomo è stato coattivamente respinto dalla frontiera aerea di Milano Malpensa a seguito della condanna da parte del tribunale di Busto Arsizio a 2 anni di reclusione per il suddetto reato, conosciuto comunemente come stalking.

 

I due si erano conosciuti in un bar di Marsa Alam, sul Mar Rosso e tra loro era nata una relazione a distanza mal digerita dal soggetto. Troncata la relazione, il giovane cominciava a minacciarla di morte e a subissarla di telefonate e messaggi. La ragazza, però, contando sulla distanza che li separava non formalizzava alcuna denuncia a suo carico, sentendosi sicura.

 

Impegnato come barista in un locale della nota località balneare egiziana, il ragazzo riusciva a mettersi d'accordo con un agricoltore della Valsugana per un lavoro stagionale che gli permettesse durante l'estate di venire in Italia. Entrato nel Paese nel luglio di quest'anno con un visto rilasciato dall'Ambasciata italiana in Egitto, si trasferiva così nella Bassa Valsugana per lavorare nei campi come concordato con l'agricoltore trentino.

 

Informata la ragazza di essere in Italia, metteva a punto ulteriori minacce nei suoi confronti, portandola così a decidersi per la denuncia dell'accaduto. L'autorità giudiziaria varesina, vista la gravità dei racconti, richiedeva e otteneva l'ordine della custodia cautelare in carcere, eseguita dai carabinieri trentini.

 

L'ufficio immigrazione del capoluogo trentino, informato della situazione, provvedeva immediatamente a rigettare la richiesta di permesso di soggiorno dell'uomo, nel frattempo licenziato anche dal datore di lavoro. A seguito della scarcerazione il questore di Trento Garramone emetteva un decreto di espulsione eseguito nella giornata di martedì 28 ottobre con accompagnamento alla frontiera. Sul giovane pende inoltre il divieto di ingresso in qualsiasi stato dell'Unione europea per i prossimi dieci anni.

 

La questura comunica come con questa le espulsioni ai danni di cittadini stranieri verso i propri paesi d'origine è salita così a 36. Molti di loro erano detenuti nel carcere di Trento per gravi condanne riguardanti reati contro il patrimonio o violenza sessuale.

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