Contenuto sponsorizzato

''Poliomielite, Trentino sotto la soglia vaccinale del 95%''. Appello dell'infettivologa: ''La prevenzione è importante'' e Rotary scende in campo

La dottoressa Fait: ''In provincia copertura del 93,9% della popolazione, ma c'è ancora da lavorare. I genitori non abbiano paura a far vaccinare i bimbi''. Bolzano fanalino di coda in Italia con l' 85,8%. Campagna di raccolta fondi e sensibilizzazione anche nell'ospedale di Trento

Pubblicato il - 27 gennaio 2019 - 18:02

TRENTO. I più giovani non la conoscono quasi. Per fortuna. La poliomielite è una malattia virale che agisce sul sistema nervoso centrale, dichiarata eradicata in Europa nel 2002 (anche se l'ultimo caso di cui si ha contezza in Italia risale a esattamente vent'anni prima). Ciò anche grazie alle campagne di vaccinazione di massa iniziate negli anni Ottanta, ora sempre più estese anche ai Paesi dove la malattia rimane endemica. Tra le iniziative più note il progetto Polio Plus del Rotary, ideato e fortemente voluto dall'italiano Sergio Mulitsch di Palmenberg.

 

 

"Ma anche in Trentino è importante non abbassare la guardia e non smettere di vaccinare la popolazione per preservare l'immunità di gregge" è l'appello dell'infettivologa, la dottoressa Daniela Fait ed è così che la campagna Polio Plus in questi giorni viene rilanciata dai Rotary Club del Trentino.

 

 

Fait è un'infettivologa del Santa Chiara di Trento. A lei il compito di descrivere la malattia: "La poliomielite è stata descritta inizialmente alla fine del Settecento - spiega - È una malattia infettiva del sistema nervoso centrale che viene trasmessa da un virus della famiglia degli enterovirus. I virus, in realtà, sono di tre tipi e vengono trasmessi per via orofecale, ad esempio tramite le acque contaminate, il cibo, le gocce di saliva o gli starnuti. Un dato molto importante, questo, se si parla di zone endemiche o dalle condizioni di vita precarie".

 

"L'uomo è l'unico serbatoio del virus - spiega la dottoressa - e, come accade per altre malattie, può essere un portatore sano. I sintomi della poliomielite sono la paralisi flaccida dei muscoli delle gambe e la paralisi dei nervi cranici. Parliamo in questo caso della forma bulbare che può portare alla paralisi respiratoria. Quest'ultima è la forma mortale, che riguarda in genere la minoranza dei casi dell'infezione. Ma la malattia colpisce di più i bambini, tra i quali è più diffusa la forma mortale".

 

Un brutto quadro sul quale si è pensato di intervenire negli anni Ottanta. Dello scorso anno è il trentesimo anniversario della Giornata mondiale per l'eradicazione della polio (il World polio day) voluta dal Rotary International. Ma andiamo con ordine. Il progetto Polio Plus del Rotary International ha come obiettivo quello di effettuare vaccinazioni su scala mondiale per debellare i tre ceppi virali che causano la poliomielite. Dal 1988 sono stati vaccinati circa due miliardi e mezzo di bambini in 122 Paesi del mondo.

 

Il progetto ha preso origine negli anni 1979-80 da un'idea innovativa del presidente del Rotary Club Treviglio e della Pianura Bergamasca Sergio Mulitsch di Palmenberg. Questi, dopo aver conosciuto Albert Sabin, ideatore del vaccino antipolio orale, e il direttore generale del Laboratorio sieroterapico Sclavo di Siena Paolo Neri, produttore del vaccino, decise di provare a cambiare le cose e le sorti di migliaia di persone nel mondo.

 

I tre esperti, tutti rotariani, decisero assieme di non brevettare il vaccino rinunciando ai benefici economici per tenere bassi i costi. Quindi la produzione e l'acquisto a costo di produzione. Anche la logistica dei trasporti (mantenendo una catena del freddo) era garantita dall'esperienza di Mulitsch. A finanziare il progetto proprio il Rotary italiano che aderì all'iniziativa di Treviglio. I bambini nelle scuole donarono i loro soldini per la vaccinazione di 500.000 bimbi delle Filippine. Seguì la campagna internazionale (arrivata fino in India e in Marocco) che al giorno d'oggi vede schierati tra le sue fila Melinda e Bill Gates con la loro fondazione. Del progetto ora fanno parte 120 stati e l'Unicef.

 

"Se si pensava, negli anni Ottanta, che fosse possibile arrivare a un'eradicazione mondiale della poliomielite - prosegue la dottoressa Fait - l'obiettivo non è ancora stato raggiunto e nel 2010 si sono visti nuovi casi in Europa orientale e in Africa, ad esempio. In Italia l'ultimo caso è recente, risale al 1982. Ma nel 1958 in Italia si contavano ancora più di 8.000 casi. C'è da dire anche che per il virus non c'è una cura specifica".

 

Il vaccino è di due tipi, quello che prevede la somministrazione orale di un virus vivo attenuato, depotenziato perché alterato geneticamente, e quello che prevede l'inoculazione intramuscolo del virus inattivato. Quest'ultima tipologia è quella diffusa in Europa e negli Stati Uniti, un mix per via orale viene utilizzato nelle zone endemiche.

 

"La copertura vaccinale deve essere al 95% per evitare il circolo della malattia - continua l'infettivologa - I dati disponibili (di EpiCentro, il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità) ci dicono che nel 2015 la copertura in Trentino era del 92,8%. Ora sta aumentando di nuovo e nel 2018 era del 93,9%. In Italia ci sono 11 regioni che superano la soglia del 95%; il dato peggiore è quello di Bolzano che arriva all'85,8%. È questo un dato culturale".

 

Dei dati che fanno riflettere, secondo l'esperta: "È un campanello d'allarme. Ci dicono che bisogna ancora lavorare. L'appello è ai cittadini perché comprendano l'importanza del vaccino. Fino agli anni 1965-1970 i genitori vedevano quali erano gli esiti della malattia, oggi nessuno si confronta con i sintomi, ma è bene non sottovalutare lo stesso la poliomielite. Il problema è quello dell'immunità di gregge: il vaccino serve perché il virus non deve circolare in un gruppo di persone".

 

"Oggi le persone che non vogliono fare i vaccini non lo fanno un po' perché non hanno memoria delle epidemie e un po' perché hanno paura perché il vaccino viene introdotto su un soggetto sano - spiega la dottoressa Fait - Ma è bene ricordare che il vaccino antipoliomielite è sicuro. È importante farlo ai bambini".

 

Della dottoressa è infine il consiglio per una lettura in tema, quella del libro "Nemesi" di Philip Roth.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 15 ottobre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

16 ottobre - 20:26

Dal Centro Sociale Bruno ai sindacati di Cgil, Cisl e Uil, passando per tutto l’arco politico che va dai partiti di sinistra a quelli del centrosinistra-autonomista fino ad arrivare al movimento di Fridays for Future. È una manifestazione variegata e colorata quella andata in scena oggi a Trento in sostegno del popolo curdo

16 ottobre - 17:00

Un detto ladino che compare sulle bustine dello zucchero in val di Fassa e sul quale si trova anche il marchio della locale Azienda per il turismo. Detti che però ritornano a far discutere e diventano virali sui social per l'indignazione di diverse persone in modo trasversale

16 ottobre - 18:26

La Regione Veneto è intervenuta con un comunicato spiegando che la predazione è avvenuta perché ''l'energia erogata era assente o insufficiente, la recinzione era appoggiata al guard-rail quindi la corrente scaricava a terra, l'altezza era insufficiente (70/80 centimetri), non seguiva l'andamento del terreno, vi erano aperture di 30/40 centimetri''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato