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Riducono il bivacco come una "porcilaia" e accendono il fuoco in una stufa senza canna fumaria. Il gestore: "Inqualificabile"

E' successo nel bivacco del rifugio Finonchio. Il gestore, Alberto Giovannini: "Il fuoco ha annerito tutte le pareti ma, al di là di questo, chiunque abbia compiuto questo gesto, ha messo a repentaglio anche la propria vita: a chi viene in mente di accendere un fuoco in una stanza chiusa senza scarico all'esterno?"

Pubblicato il - 28 dicembre 2019 - 19:18

FOLGARIA. "E' la prima volta che ci capita una cosa simile". Sono piene di rabbia e sconforto le parole di Alberto Giovannini, gestore del rifugio Finonchio.

 

Il rifugio, durante la stagione invernale, condizioni meteo permettendo, apre solo durante i fine settimana e nel periodo delle feste. I gestori erano scesi a valle il 23 dicembre per poi fare ritorno al rifugio il 26. E così hanno trovato la brutta sorpresa. Il bivacco, che è sempre aperto, è stato lasciato in uno stato disastroso: immondizie, tavolo e panche spostati. Ma quel che è peggio è che gli avventori hanno ben pensato di accendere il fuoco in una stufa d'epoca, priva di canna fumaria. 

 

"Come sapete - si legge nel lungo post Facebook pubblicato dai gestori - i bivacchi invernali sono aperti per dare riparo contro le intemperie. Noi questa mattina lo abbiamo trovato sporco come una porcilaia...la tavola spostata, le immondizie per terra e quel che è peggio hanno tentato di accendere il fuoco nella vecchia stufa che è conservata nel bivacco come un cimelio. La stufa come si vede bene dalla foto non ha uno scarico esterno ed è estremamente pericoloso accenderla".

 


 

Si tratta di una stufa senza canna fumaria e senza scarico. "Quello che hanno fatto - commenta Giovannini - è inqualificabile e anche molto pericoloso. Il fuoco ha annerito tutte le pareti ma, al di là di questo, chiunque abbia compiuto questo gesto, ha messo a repentaglio anche la propria vita: a chi viene in mente di accendere un fuoco in una stanza chiusa senza scarico all'esterno?".

 

Non è la prima volta che i gestori del rifugio trovano il bivacco sporco. "L'inciviltà, purtroppo, avanza. Non capisco perché le persone si portano in vetta una bottiglia da un litro e mezzo d'acqua e poi l'abbandonano, vuota, in quota. Fanno così fatica a portarsi a valle 20 grammi di plastica? E' la prima volta però che ci capita di assistere ad un episodio così grave".

 

Alberto Giovannini ha fatto presente la situazione ai forestali che si sono recati sul posto per un sopralluogo. "Se mi capiteranno ancora situazioni simili, sporgerò denuncia. Il bivacco è un ambiente che deve rimanere aperto e che deve essere rispettato. Chi va in montagna in queste condizioni, deve essere proprio appassionato di montagna e dovrebbe rispettarla. Non capisco come possa aver fatto una cosa simile. Evidentemente è una persona poco accorta e intelligente".

 

L'amarezza, però, non finisce qui. "Pensi che qualcuno, sotto il post di Facebook, ci ha detto che la colpa era nostra perché abbiamo lasciato lì la stufa. Ma, come ho sottolineato, era una stufa vecchia, senza canna fumaria, un cimelio di famiglia, come fosse stato un pezzo d'arredamento".

 

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