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Scompare dentro l'abisso di Obelix, 450 metri sotto terra. Scattano le ricerche e dopo ore spleologo viene ritrovato e salvato

E' successo sull'Altopiano di Asiago nella notte tra domenica e lunedì. L'uomo era sceso con un'amica. Durante la risalita lei, senza accorgersene, lo ha superato e ha tolto le corde fisse  

Pubblicato il - 19 marzo 2019 - 11:56

ASIAGO. Era scomparso nel buio della grotta a circa 450 metri sotto terra. La sua compagna di discesa era riuscita comunque a uscire dalla sottile fessura che rappresenta la ''bocca'' dell'abisso Obelix una grotta profonda quasi un chilometro che si trova sull'Altopiano di Asiago in Val Ceccona, e a quel punto ha chiamato i soccorsi. Sul posto è arrivato il soccorso alpino di Asiago e poi il Soccorso speleologico con una ventina di tecnici speleologici, provenienti dalle Stazioni di Vicenza, Verona e Veneto Orientale.

 

 

Erano le 20 di domenica e con il buio sceso anche all'esterno della grotta diventava fondamentale cercare di acquisire più informazioni possibili che permettessero di rintracciare l'uomo (un 49enne di Monteviale, provincia di Vicenza). Questo il resoconto della donna: erano scesi insieme e durante la risalita, a circa -450 metri si erano accordati in modo che lui la precedesse e lei di seguito raccogliesse le corde nei punti in cui serviva. Poi, una volta cominciata la salita l'uomo è scomparso

 

 

I soccorritori hanno, quindi, ipotizzato che in un tratto della grotta la donna potesse avere superato il compagno senza accorgersene e che lui, tolte le corde fisse, fosse rimasto bloccato. La squadra di primo intervento ha iniziato a scendere - portando in ogni caso i sacchi sanitari con sé - mentre una seconda squadra stendeva la linea telefonica per le comunicazioni. Le ricerche sono durate diverse ore e poco prima dell'una di notte è arrivato il ritrovamento dell'uomo a -250 metri di profondità.

 

 

Era effettivamente successo quanto supposto: a una ramificazione a circa - 400 metri di profondità, l'uomo aveva seguito un cordino con nodi, per poi accorgersi che portava a uno stretto cunicolo. Tornato sui propri passi, l'amica lo aveva già sorpassato e disarmato il percorso. Lo speleologo era riuscito a progredire ugualmente di quota, fino a doversi poi arrendere alla base di un pozzo, in attesa degli aiuti. Fortunatamente l'uomo stava bene e i soccorritori hanno provveduto a riscaldarlo, per poi risalire con lui la grotta e uscirvi passate le due di notte.

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