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Sos Calore per i lavoratori, oltre cinquanta segnalazioni in aziende trentine. La Cisl: ''Serve un piano straordinario di intervento''

Le segnalazioni sono arrivate in occasione della prima ondata di calore a cavallo dei mesi di giugno e luglio e hanno coinvolto 23 aziende metalmeccaniche trentine, in base ai dati di temperatura e umidità relativa registrate, ben 11 sono risultate in condizioni di "rischio" di colpo di calore

Pubblicato il - 25 July 2019 - 11:52

TRENTO. Il caldo a cui si sta assistendo in questi giorni riporta l'attenzione sulle ondate di calore che nelle fabbriche possono mettere a rischio la vita di numerosi lavoratori. A lanciare nuovamente l'allarme è la Fim-Cisl con alcuni dati allarmanti che mostra come anche in Trentino l'attenzione deve essere da tutti tenuta molto alta.

 

Dalle oltre 50 segnalazioni ricevute durante la 'campagna Sos calore' in occasione della prima ondata di calore a cavallo dei mesi di giugno e luglio e che ha coinvolto 23 aziende metalmeccaniche trentine, in base ai dati di temperatura e umidità relativa registrate, ben 11 sono risultate in condizioni di "rischio" di colpo di calore.

 

In tre casi il rischio è stato considerato “elevato" e per questo sarebbe necessaria l'interruzione immediata della prestazione lavorativa. Per altre 8 situazioni servirebbero invece misure e comportamenti di "estrema cautela".

 

In ben 15 aziende, anche di medio/grande dimensione e storicamente sindacalizzate, sono stati segnalati da lavoratori e lavoratrici sintomi gravi quali: crampi da calore, spasmi a gambe e addome, cefalea, esaurimento da calore, instabilità emotiva, perdita di lucidità, vertigini, polso accelerato, tremori e pelle d'oca, febbre, cute pallida e fredda, iperventilazione, formicolio alle dita, rossore e dolore cutaneo, fino ai casi più estremi di svenimento e ricovero al pronto soccorso

 

 

“A tre anni di distanza dall'avvio della nostra campagna nelle fabbriche metalmeccaniche – ha spiegato la Fim Cisl – i risultati raggiunti in termini di miglioramento delle concrete condizioni di lavoro in occasione di ondate di calore sono significativi in alcune aziende ma in generale ancora insufficienti in termini di tempestività, efficacia e diffusione”.

 

Per il sindaco i cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo sono tali che porteranno a stagioni estive sempre più calde e caratterizzate da fenomeni più intensi e frequenti di ondate di calore, rispetto ai quali interventi spot ed emergenziali non consentiranno di garantire condizioni di salute e sicurezza rispetto ad un problema che non possiamo più permetterci di circoscrivere ai classici settori dell'edilizia dell'agricoltura o delle fonderie/acciaierie.

 

“Ormai – spiega la Cisl - con sempre maggiore frequenza assistiamo a condizioni estreme e casi di gravi sintomatologie anche nei 'normali' settori industriali che devono essere considerati a tutti gli effetti 'ambienti severi' dal punto di vista della valutazione del microclima. Temperature e umidità elevate, fonti aggiuntive di calore e umidità rilevanti legate ai macchinari di produzione, lavori fisici pesanti, inadeguata idratazione e programmazione di pause, abbigliamento pesante e poco traspirante, scarsissima consapevolezza del rischio e di informazione a tutti livelli di responsabilità rappresentano i principali fattori di rischio oggettivo da affrontare”.
 

Vine poi denunciato il fatto che in alcune aziende siano state rifiutate richieste di incontro o banali interventi palliativi come una ragionevole rinegoziazione delle pause o la distribuzione gratuita e informata di acqua e sali minerali.

“Non servono però campagne di caccia alle streghe e capri espiatori, quanto piuttosto una presa di coscienza comune e un condiviso impegno concreto di tutti i soggetti istituzionali e privati responsabili per un piano straordinario di intervento sul tema del microclima negli ambienti di lavoro: il datore di lavoro, su cui ricade la responsabilità ultima di garantire la salute la sicurezza dei propri dipendenti nello svolgimento della prestazione lavorativa, rappresentanti sindacali dei lavoratori, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, medici competenti, associazioni datoriali e sindacali, enti bilaterali, istituzioni pubbliche coinvolte a partire da assessorati di riferimento e Uopsal”.

 

Tra le azione che il sindacato intende portare avanti per la stagione estiva 2020 vi è la verifica del documento di valutazione dei rischi, l'informazione e alla sensibilizzazione dei lavoratori con il coinvolgimento di tutto gli attori coinvolti.

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