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Transito vietato nel parcheggio a veicoli più alti di 2,10 metri. Ma i Camperisti ricorrono al Tar contro il Comune. La sentenza: ''Ordinanza del sindaco da annullare''

Ricorso dell'Associazione nazionale coordinamento camperisti contro il Comune di Terlano, autore di un'ordinanza che riservava alle sole autovetture il parcheggio vicino alla Casa della Mela in via Jakobi

Pubblicato il - 21 marzo 2019 - 17:45

BOLZANO. Pomo della discordia fu il parcheggio di via Jakobi a Terlano, vicino alla Casa della Mela. La battaglia (davanti alla giustizia amministrativa) vede protagonisti l'Associazione nazionale coordinamento camperisti contro il Comune della cittadina altoatesina. Una disputa in cui ora arriva una sentenza del Tar di Bolzano che decide annullamento di un'ordinanza del municipio.

 

Ma andiamo con ordine. La vicenda affonda le radici a cavallo tra il 2016 e il 2017. In particolare del 7 marzo 2017 è l'ordinanza del sindaco di Terlano in cui si prevede (come recita la sentenza del Tar) "l'installazione di due delimitatori d'altezza a sbarre "transito vietato ai veicoli aventi altezza superiore a 2,10 metri" in via Jakobi". Un modo di istituire un "transito vietato ai veicoli aventi altezza superiore a 2,10 metri".

 

Un'ordinanza integrata dal Comune con "motivi aggiunti" depositati il 14 settembre 2017 e seguita dall'ordinanza sempre del sindaco di Terlano numero 20 del 2017, comunicata il 30 maggio dello stesso anno, di "Integrazione dell'ordinanza 8 del 2017", la precedente, quella del 7 marzo. Anche in questo caso sono presenti motivi aggiunti (depositati il 6 febbraio 2018).

 

Del 12 settembre 2016 era invece l'ordinanza che riservava "alle sole vetture il parcheggio presso la Casa della Mela in via Jakobi".

 

Ordinanze queste che non sono andate giù ai Camperisti e contro le quali (chiedendone l'annullamento) l'Associazione nazionale coordinamento camperisti ha presentato ricorso al tribunale di giustizia amministrativa di Bolzano.

 

In particolare a sostegno del ricorso (contro la prima ordinanza) venivano indicati "i seguenti motivi d'impugnazione: incompetenza; illegittimità delle sbarre ad altezza ridotta dalla sede stradale; illegittimità del divieto di transito a veicoli con altezza superiore a 2,10 metri; illegittimità della riserva di parcheggio alle autovetture; violazione dell’articolo 185 del Codice della strada".

 

Il Comune, invece, eccepiva tra l'altro "il difetto, in capo all'Associazione nazionale coordinamento camperisti, della legittimazione ad agire e dell’interesse ad agire".

 

Una diatriba in cui ora (la sentenza è datata 26 settembre 2018) arriva, con la pronuncia del Tar di Bolzano (come sempre suscettibile di ricorso), un punto fermo. "Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa sezione autonoma di Bolzano - recita la sentenza - definitivamente pronunciando sul ricorso, sui motivi aggiunti depositati il 14 settembre 2017 rispettivamente il 6 febbraio 2018 (...) dichiara: improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuto difetto di interesse all'impugnazione dell'ordinanza numero 8 del 2017 datata 7 marzo 2017; irricevibile per tardività il ricorso per motivi aggiunti depositato il 6 febbraio 2018; accoglie come da motivazione il ricorso per motivi aggiunti depositato il 14 settembre 2017 e, per l’effetto, annulla in parte qua l’ordinanza sindacale numero 20 del 2017 datata 26 maggio 2017".

 

Quindi: "Condanna il Comune di Terlano alla rifusione delle spese di lite a favore dell’Associazione nazionale coordinamento camperisti nell'importo che viene liquidato in euro 2.500 oltre oneri fiscali, previdenziali e spese generali di legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa".

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