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Trentino Digitale condannata per il mancato pagamento dei premi di produzione. Decarli: ''I due ex presidenti lasciano una situazione pesantissima''

Una vertenza che si trascinava da anni e promossa da due componenti della Rsu dell'azienda, Marcello Decarli e Giulio Francomanno, patrocinati dall'avvocata Sonia Guglielminetti: "Tante le problematiche in attesa di risoluzione, mentre si attende il corso dei vari procedimenti giudiziari aperti. Serve discontinuità, i dipendenti devono poter incidere sulla riorganizzazione"

Di Luca Andreazza - 08 ottobre 2019 - 06:01

TRENTO. La società Trentino Digitale è stata condannata dal giudice del lavoro per il mancato pagamento dei premi di produzione nel biennio 2015/16. Una vertenza che si trascinava da anni e promossa da due componenti della Rsu dell'azienda, Marcello Decarli e Giulio Francomanno, patrocinati dall'avvocata Sonia Guglielminetti. Una sentenza sulla quale l'azienda in-house, contattata, preferisce legittimamente non esprimersi e non commentare. 

 

"Un'istanza portata avanti - spiega Decarli - senza nessun aiuto delle sigle sindacali che rappresentavamo al tempo, Slc-Cgil e Fistel-Cisl, per evidenti aderenze dei segretari di categoria alla precedente amministrazione provinciale. Dopo l'euforia per aver visto riconosciuti i nostri diritti, resta comunque l'amaro in bocca per aver dovuto trascinare un'azienda pubblica in giudizio: i dipendenti avevano dovuto pagare di tasca propria, cioè con la perdita dei premi, gli errori dell’allora presidente Alessandro Zorer, il quale non dava seguito alle direttive e alle delibere della Provincia".

 

Nei giorni scorsi, giovedì 3 ottobre, è arrivata la condanna per Trentino Digitale, il giudice del lavoro, Giorgio Flaim, ha dato ragione ai due dipendenti dell'azienda. "Nel 2012 - aggiunge - il precedente presidente aveva ereditato una realtà in pieno sviluppo, motivata e efficiente. Ora dopo 7 anni lascia un'azienda con molte problematiche, ormai divenute critiche e che richiedono soluzioni improrogabili".

 

La Provincia era intervenuta per nominare Sergio Mancuso nel 2015. "Ma le problematiche si sono acuite - prosegue Decarli - si è aggravato il clima interno per la sua personale incapacità di ascolto, grave per chi è chiamato a guidare aziende di proprietà pubblica. I due ex presidenti lasciano una situazione pesantissima, tante le problematiche in attesa di risoluzione, mentre si attende il corso dei vari procedimenti giudiziari aperti".

 

Un cambio al vertice accelerato dal nuovo governo provinciale a trazione Lega, una decisione presa dall'assessore Achille Spinelli in accordo con il presidente Maurizio Fugatti: via Mancuso e altri tre consiglieri in carica, Sonia Rossi, Michele Sartori e Alessia Buratti. 

 

Tra la società di via Gilli, scaturita dalla fusione tra Informatica Trentina e Trentino Network, e la Provincia (primo azionista con l’88,52% del capitale sociale della in-house) in giugno scorso era stato approvato il bilancio del 2018, quindi l'assessore aveva preso carta e penna per integrare l'ordine del giorno: revoca degli amministratori e nomine.

 

La Provincia non aveva accettato la proposta di mediazione dell'allora presidente, il cui mandato triennale sarebbe scaduto a primavera 2020. L'amministrazione aveva cercato un blitz, fallito, per far sottoscrivere ai consiglieri una lettera di dimissioni. Una vicenda che era diventata anche un caso politico, in quanto i consiglieri del Partito democratico avevano interrogato delle mosse dell'assessore: "Un cda capace di traghettare la società fuori dalle paludi nelle quali sembrava affondare, portando la stessa nel 2018 ad essere, ad esempio, il primo ente in Italia per l’efficienza e la tempestività nei pagamenti delle contribuzioni per il settore agricolo, quando solo nel 2017 era l’ultimo". 

 

Una scelta, giudicata delicata, in quanto in ballo ci sono il contenzioso con Deloitte da 1,8 milioni e i guai giudiziari che hanno coinvolto tre ex dirigenti di Trentino Network, Alessandro Zorer, Mario Groff e Alessandro Masera, quest’ultimo dimessosi. "La scelta coraggiosa attuata dalla nuova Giunta - dice Decarli - con l’invito all’ex presidente di farsi da parte e la conseguente nomina di Roberto Soj a presidente di Trentino Digitale, getta le basi per dare una nuova mission e organizzazione all’azienda. Così si può cominciare a dare risposta e soluzione agli annosi problemi, come la mancata erogazione del premio di produzione 2018, l’inquadramento discriminatorio del personale con disabilità, oltre a varie altre questioni inerenti la salute e sicurezza dei lavoratori".

 

A questo si aggiunge anche la vertenza aperta dai sindacati sul "mancato rispetto" dei diritti dei dipendenti diversamente abili di Trentino Digitale. Una denuncia arrivata dalla rappresentanza sindacale unitaria assieme a Slc Cgil Fistel Cisl del Trentino con l'immediata replica della società a rigetta ogni accusa: "Esagerazioni non fondate" (Qui articolo).

 

"Come lavoratori - conclude Decarli -  non abbiamo solo rivendicazioni da portare al tavolo ma soprattutto la voglia di incidere nella riorganizzazione, scongiurando la possibilità che i soliti 'noti' vadano ancora a ricoprire posizioni apicali in linea con le decisioni delle presidenze passate, continuando a fare danni. Condizione necessaria per il futuro di Trentino Digitale è una scelta di discontinuità, che, con una nuova mission e una rinnovata squadra, torni a essere concretamente al servizio dei cittadini".

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