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''Turismo termale, la ferrovia è l'anello mancante'': Transdolomites chiede treni per la val di Fassa e Pejo

Invito del presidente Girardi: ''Copiamo dall'Engadina, territorio connesso da 400 chilometri di ferrovie di montagna. Sono leva economica per il settore wellness''

Pubblicato il - 29 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. Ci sono anche Levico Terme e Merano tra le 21 località termali raggiungibili con i regionali di Trenintalia raccontate nel travel book "Wellness" voluto dalla società del Gruppo Fs per far conoscere in un'ottica turistica i possibili collegamenti via treno. "Solo" Levico Terme e Merano, sottolinea il presidente dell'associazione Transdolomites Massimo Girardi, che invita a prendere esempio dall'Engadina e a "cucire assieme tutto il territorio" trentino con una rete ferroviaria capillare.

 

"Terme, Olimpiadi 2026, cambiamenti climatici, la rivoluzione in atto generale nel settore dei trasporti dove la proprietà dell’auto sarà sempre meno il bisogno primario delle future generazioni, ma dove la differenza la farà l'offerta dei servizi e la nuova raggiungibilità dei territori: sono tutti elementi di riflessione che dovrebbero spingere i territori dolomitici a ragionare sulla lunga lista di opportunità che essi stanno perdendo per via dell’assenza di collegamenti ferroviari tra le valli ed il resto del mondo. Un lista delle mancate opportunità che crescerà in modo esponenziale e dove il metro di misura non sarà il quantificare il costo di realizzazione delle nuove infrastrutture, bensì il costo che si sta pagando e si pagherà per il fatto di esserne privi" è il ragionamento di Girardi.

 

Che parte appunto dal manuale di viaggio. "Il 2018  - dice - ha visto crescere dell'8% i viaggi di piacere sui treni regionali rispetto al 2017, portando a una quota del 29% le persone che si spostano per viaggi leisure rispetto al totale dei passeggeri. Questa crescente vocazione turistica trova ulteriore impulso nel nuovo travel book di Trenitalia "Wellness"".

 

"Uno spunto per capire che sempre più si associa la destinazione turistica alla mobilità pubblica - prosegue il presidente di Transdolomites - L'esempio da prendere in considerazione è quello della Svizzera, dove le terme sono vecchie di secoli. Terme  Engadina Saint Moritz,  Terme Saint Moritz Pontresina Samedan,  i Bagni di Saint Moritz-Helibad St Moritz, i bagni-avventura Bellavita e la relativa Spa a Pontresina, i Bagni-famiglia a Zernez , la Mineralbad&Spa a Samedan, le Terme di Scuol Tarasp solo per citarne alcune. Con l'avvento della ferrovia retica tutte queste realtà sono entrate a far parte di un'offerta turistica globale. La ferrovia è diventato l'elemento trainante dell’economia turistica dell'Engadina e dell'intera Svizzera. Basta aprire la cartina per le avventure della ferrovia retica per rendersi conto che non solo le terme, ma i paesi, gli impianti di risalita, i siti Unesco, quelli geologici, storici, culturali sono raggiungibili a bordo treno. La costruzione di oltre 400 chilometri di ferrovie di montagna e di fondovalle ha avuto l’effetto del sarto che, armato di  ago e filo, ha unito varie parti del territorio engadinese, rendendolo un tutt'uno, connettendolo".

 

Un ragionamento che vale per la val di Fassa, afferma Girardi: "Le Terme di Pozza-Sèn Jan stanno esprimendo un potenziale molto interessante. La realtà lavora sempre di più e sarebbe bene sviluppare il ragionamento "terme-ferrovia-benessere del territorio". Le ferrovie possono essere uno strumento al servizio delle terme. Ma sarebbe possibile collegare non solo le terme della val di Fassa con la ferrovia, ma anche quelle della val di Sole e coinvolgendo tutte le valli del Noce. Mi riferisco ad esempio a Pejo con le sue acque minerali. Lì la ferrovia c'è".

 

Secondo il presidente di Transdolomites bisogna insomma "investire creando sinergie per sfruttare il potenziale ferroviario che spesso è sottovalutato" fino ad arrivare a "cucire il Trentino con la Svizzera".

 

"Partiamo da quel che c'è - approfondisce - per poi allargare il ragionamento a dove le ferrovie non ci sono o dove c'erano in passato. Si può pensare in questo senso a collegare Riva del Garda, pensare alla Ora-Predazzo".

 

E gli aeroporti? I referenti dell'aeroporto di Verona e gli operatori turistici hanno di recente ribadito la necessità di pensare collegamenti ferroviari efficienti anche dal Trentino (qui e qui articoli). "Il collegamento ferroviario - risponde Girardi - è l'anello che manca. È positivo che ci si renda conto che si deve chiudere il cerchio tra i territori, i treni e gli aeroporti. Bisogna poi capire quali sono gli aeroporti attorno a cui è fondamentale fare questo ragionamento ragionando anche sui bacini d'utenza, quali sono gli aeroporti da coinvolgere. Basta guardare la massiccia presenza cinese e giapponese in Svizzera, pensare all'India che metterà su piatto una quantità enorme di viaggiatori per capire che l'internazionale sarà una dimensione sempre più rilevante".

 

Certi collegamenti ferroviari, conclude infine Girardi, "potranno essere l'ancora di salvezza per le città d'arte che stanno morendo di turismo": "Mi riferisco ad esempio a Venezia, che di recente ha dovuto mettere anche i varchi all'ingresso, ma anche al Garda. La ferrovia può spostare il turismo sulle montagne e fungere da valvola di sfogo per le città e invogliare magari alla fuga al fresco durante le estati che sono sempre più torride".

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