Contenuto sponsorizzato

Tutti contro Sgarbi: da Kaswalder a Tonini, da Ferrari a Marini. ''Parole offensive e pretestuose". Interrogazione di Ghezzi

La consigliera del Pd replica: ''Il presidente del Mart? Reazione spropositata, mi fa sorridere. Il pentastellato: ''La sua, nomina politica''

Pubblicato il - 07 maggio 2019 - 14:14

TRENTO. Prima la tempesta, poi il ciclone. La presa di posizione del presidente del Mart Vittorio Sgarbi nell'ambito della polemica innescata dalle parole di Sara Ferrari e Alex Marini sul passaggio in Quinta commissione per la modifica al regolamento dell'ente (qui articolo) hanno dato vita a un'altra, più grande polemica.

 

La consigliera del Pd, in una nota ufficiale supportata da un intervento del consigliere Cinque stelle, aveva descritto come "un pasticcio" proprio i passaggi legati alla nomina del critico d'arte alla presidenza del Museo d'arte moderna e contemporanea.

 

Parole a cui Sgarbi aveva reagito con veemenza, parlando di "onanismo" e "depensanti": "Io, al contrario loro, non sono pagato" era stata la sua risposta. Un attacco fatto in pieno stile-Sgarbi che ha colto di sorpresa e provocato indignazione a diversi livelli nel mondo politico e delle istituzioni trentine.

 

La prima a intervenire, replicando a un attacco diretto, è la stessa Sara Ferrari (Pd): "Il tema è che ci è arrivato da esprimere un parere su due modifiche: una che toglie a Sgarbi il valore doppio del voto come presidente del Cda, che tutti i presidenti avranno e che lui non avrà. Quindi la domanda è: "Che presidente è?". Cioè, stiamo costruendo una figura di presidente che non esiste. E, poi, non ha nemmeno più la possibilità di approvare le decisioni urgenti e indifferibili perché vengono tolte a lui e vengono a date al direttore. Allora poteva fare il presidente del comitato scientifico, poteva fare il consulente. Non mi vengano a dire che questo è un presidente. E soprattutto non mi vengano a dire che non stiamo modificando delle regole perché l'ente si possa adattare alla celebrità. Punto".

 

Quindi esplicita la sua presa di posizione: "Io non glielo voto (il passaggio delle modifiche, ndr) perché non modifico un regolamento di un'istituzione trentina per farla andar bene alla celebrità. Non è che abbia detto chissà cos'altro. Però volevo che uscisse allo scoperto il fatto che non è vero che va tutto bene, madama la marchesa. Va bene se decidete di farlo andare bene, non è neanche niente di illegale, visto che Cantone ha detto che basta che non abbia deleghe e qua gli stiamo togliendo qualsiasi delega e anche il valore doppio del suo voto. Punto. Tanto se lo voteranno lo faranno e va bene così, ma non avranno la mia approvazione".

 

Delle parole di Sgarbi Ferrari dice: "Mi pare spropositata la sua reazione, francamente mi fa sorridere l'entità della reazione. Punto, non aggiungo proprio niente se non che mi fa sorridere. Fa più brutta figura lui di noi che stiamo facendo il nostro mestiere di opposizione e dichiariamo che non intendiamo sostenere questa pagliacciata".

 

Quindi la precisazione della consigliera del Pd che si riferisce nuovamente alle modifiche su cui si esprimerà la Commissione: "La mia nota ieri diceva che io non approvo la pagliacciata. Io non ho detto, come dice Sgarbi, che è una pagliacciata la decisione di Cantone. Mi fa dire cose che non ho detto io. Ho detto che la pagliacciata è quello che fa la giunta, che piega le proprie norme e istituzioni per farle andare bene a quel personaggio lì. Su Cantone non dico proprio niente". "No comment" invece di Ferrari sul nome di Panizza come "supersegretario".

 

Sulle parole di Sgarbi prende poi posizione anche Alex Marini (M5S): "La nomina di Sgarbi - dice - è evidentemente politica e per arrivarci si è scelto di aggirare la legge, se non nella forma sicuramente nello spirito, come dimostrato dalle stesse raccomandazioni Anac, perché purtroppo la legge è stata scritta appositamente col buco e questo consente determinate scorciatoie. Fa poi ridere che Sgarbi non abbia teoricamente alcun potere gestionale e che non possegga nemmeno lo status di primus inter pares proprio del presidente ma che allo stesso tempo si arrampichi su alberi e faccia sceneggiate gridando a destra e sinistra "ci penso io"".

 

"Ad esempio - continua il consigliere Marini - quando invoca l'abbattimento di opere murarie che vorrebbe rendere possibile grazie alla sua moral suasion verso i rappresentanti del mondo accademico provinciale... e già ci immaginiamo il profluvio di carinerie che gli riserverà qualora non dovessero accontentarlo".

 

Ancora: "Sgarbi insiste con Panizza supersegretario? Cos'è? La continuazione della strategia che proponeva ad agosto per supportare Fugatti e portargli Panizza come alleato? Si evidenzia ancora di più la natura politica dell'incarico a Sgarbi... il che lascia piuttosto interdetti se prendiamo in considerazione le parole che il noto politico ha spesso rivolto a quella Lega che adesso lo gratifica. Su tutte ricordo la slavina di insulti e contumelie che riversò sugli elettori veneti nel 1996, quando sconfitto alle elezioni non trovò di meglio che dichiarare testualmente: "[Gli elettori veneti] sono dei deficienti. Egoisti. Stronzi. Destrorsi. Unti. Razzisti. Evasori. Hanno scelto la Lega? Complimenti. Risultato: si ritrovano a essere governati dai meridionali democristiani e dai comunisti. [... ] Voglio fare un'Antilega al Sud, incitando i meridionali a non comprare più prodotti veneti. Questi qui ormai coltivano il razzismo puro. Questa gente non è stupida. È peggio: ignorante e plebea. Il concetto di fondo è: questi elettori sono tutti delle teste di cazzo" (Vittorio Sgarbi, dopo che non fu eletto in Veneto nel 1996, citato in Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, "La Casta")".

 

Intanto è barricata del Pd che fa quadrato intorno a Sara Ferrari, duramente attaccata da Vittorio Sgarbi. "Quando la giunta provinciale aveva comunicato - commenta Giorgio Tonini - d’aver scelto il critico d'arte, quale nuovo presidente del Mart, avevo espresso al presidente Fugatti il mio apprezzamento per la qualità e la competenza della nomina e per il potenziale di rilancio del museo".

 

È bastato poco tempo per cambiare idea e nutrire perplessità. "Con la stessa lealtà - aggiunge l'ex parlamentare - dico oggi che considero le dichiarazioni di Sgarbi inaccettabili e inammissibili, fuori luogo rispetto a legittimi interrogativi e rilievi tecnici e formali sollevati dai colleghi consiglieri. Chiedo quindi al presidente Kaswalder di tutelare, i componenti del consiglio provinciale da accuse offensive e pretestuose, grossolanamente intimidatorie rispetto all’esercizio delle funzioni istituzionali".

 

Viene tirato in ballo anche il presidente Fugatti. "Chiedo di chiarire all’interessato - prosegue Tonini - nel definire le modalità della sua collaborazione, che noi trentini riteniamo di avere qualcosa da imparare da lui nel campo della critica e della promozione dell’arte, mentre non sentiamo alcun bisogno di importare, nella nostra discussione pubblica, modalità di confronto volgari, aggressive e insultanti che purtroppo sono diventati una consuetudine a livello nazionale".

 

Chiamato in causa, arriva la replica del presidente del Consiglio provinciale, che resta comunque cauto. "Se confermate, le dichiarazioni del nuovo presidente del Mart - dice Walter Kaswalder - risultano inaccettabili, nella misura in cui non mostrano il dovuto rispetto verso la funzione che tutti i consiglieri provinciali eletti sono chiamati a esercitare. Il presidente Sgarbi ha espresso giudizi estremamente pesanti nei termini e nei modi verso due consiglieri provinciali trentini, che hanno espresso liberamente le proprie opinioni e esercitato il diritto-dovere ispettivo nei confronti di un ente museale pubblico e connesso alla Provincia. Voglio ribadire che nel mio ruolo di vertice dell’assemblea legislativa trentina intendo tutelare sempre e comunque – senza riferimento alle appartenenze politiche e di schieramento – la dignità e l’importanza dell’organo che rappresenta la democrazia e il popolo trentino, esprimo solidarietà ai due consiglieri e rammarico per le espressioni sopra le righe".

 

Sempre in casa Pd prende posizione anche Alessio Manica. "Ecco certificato il valore aggiunto della nomina di Sgarbi al Mart - spiega il consigliere provinciale - importiamo il linguaggio della peggiore consuetudine nazionale, l’insulto come modalità di espressione. La comunità trentina ringrazia per il contributo di rispetto delle istituzioni che così si semina: chi sta al vertice delle istituzioni dovrebbe essere conscio della responsabilità che porta anche negli atteggiamenti e nel linguaggio".

 

Non manca la bocciatura alle parole Sgarbi da parte di Luca Zeni. "Se si possa o meno interpretare in maniera elastica la normativa sulle incompatibilità - evidenzia l'ex assessore - spiace assistere a questo stile urlato e molto romano che non è mai appartenuto al Trentino. In prospettiva, forse più ancora di scelte amministrative che rischiano di far arretrare il Trentino, la cosa che preoccupa è lo sdoganamento di un atteggiamento culturale che nulla ha a che fare con l’innato senso di rispetto verso l’altro che ha sempre caratterizzato la nostra comunità".

 

Immediata invece l'interrogazione di Paolo Ghezzi (Futura), dopo aver letto le dichiarazioni del critico d'arte. "La nomina di Sgarbi alla presidenza del Mart non ha incontrato il favore unanime delle forze politiche. Una personalità controversa, che può però offrire l’occasione per rilanciare la visibilità del museo se si aderisce alla tesi per la quale abbia bisogno di un testimonial e non, invece, di una strategia trasversale volta a valorizzare e far conoscere il patrimonio artistico e culturale".

 

Il consigliere provinciale di Futura mette in luce anche l'incostante attività amministrativa e politica. "Non ha mai portato a termine un mandato da sindaco - evidenzia Ghezzi - ma si ritiene degno di ricevere il vitalizio. E' senza deleghe e quindi è semplicemente uno sponsor, anche se a titolo gratuito, non ha la licenza di offendere chiunque lo critichi e gli eletti in consiglio provinciale, che hanno partecipato all'iter della nomina. Non sono gli insulti la strada per riportare in vita il Mart".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 20.34 del 19 Ottobre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

22 ottobre - 16:35

Approvato in commissione il ddl sulla tutela del lavoro negli appalti della pubblica amministrazione pur con tante riserve sia da parte degli imprenditori che dei sindacati il disegno di legge approda in consiglio e per Cgil, Cisl e Uil è la prova che la Giunta ha scelto di non stare con i lavoratori: ''Rendono facoltativa la clausola sociale. Non si governa a colpi di slogan, ma serve affrontare i problemi in tutta la loro complessità''

22 ottobre - 13:03

“Non può esserci nessuna discontinuità con l’esecutivo precedente mantenendo le leggi più rappresentative del governo Lega-M5s”. Così i Dem roveretani chiedono l’abolizione dei decreti sicurezza firmati dall’ex ministro dell’interno Matteo Salvini

22 ottobre - 16:35

Approvato in commissione il ddl sulla tutela del lavoro negli appalti della pubblica amministrazione pur con tante riserve sia da parte degli imprenditori che dei sindacati il disegno di legge approda in consiglio e per Cgil, Cisl e Uil è la prova che la Giunta ha scelto di non stare con i lavoratori: ''Rendono facoltativa la clausola sociale. Non si governa a colpi di slogan, ma serve affrontare i problemi in tutta la loro complessità''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato