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Un arresto a San Valentino: in manette durante la serata con l'amata. Tre uomini nei guai per 19 furti. Gli spostamenti in taxi

Operazione ''Case sicure'' dei carabinieri di Rovereto: nel mirino anche 5 episodi di ricettazione. Durante i colpi sottratti gioielli d'oro e oggetti preziosi. I militari: ''Importante l'attenzione dei cittadini''

Pubblicato il - 16 febbraio 2019 - 12:26

TRENTO. Vivevano assieme e si muovevano in taxi, i sopralluoghi avvenivano al tramonto, d'inverno, e venivano svaligiati appartamenti e negozi. Nei guai, nell'ambito dell'operazione "Case sicure" dei carabinieri della compagnia di Rovereto, iniziata a ottobre, sono finiti tre uomini.

 

L'attività investigativa del nucleo operativo radiomobile, coordinata dal pubblico ministero Fabrizio De Angelis per la procura di Rovereto, è sfociata nell'esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti uomini, di origini Catanesi e residenti nel Roveretano.

 

Nei guai sono finiti Venerando Finocchiaro (22 anni), Antonio Lo Presti (32 anni) e Sebastiano Finocchiaro (47 anni). I primi due uomini sono stati raggiunti dall'ordinanza in carcere a Verona: erano stati arrestati poco prima di Natale con l'accusa di furto. L'arresto, all'epoca, sarebbe avvenuto in flagranza di reato: i due uomini sarebbero stati sorpresi mentre si allontanavano da una casa che era appena stata derubata. Addosso avrebbero avuto dei gioielli d'oro, poi restituiti ai proprietari (qui l'articolo).

 

L'arresto del terzo uomo è avvenuto nella serata di San Valentino. Un'occasione propizia per i militari che erano sulle sue tracce e che lo hanno individuato e arrestato proprio mentre trascorreva la serata degli innamorati con la sua amata.


In totale 24 episodi, dei quali 19 furti in appartamenti e in negozi (16 di Rovereto e 3 di Mori) e 5 episodi di ricettazione: questi gli episodi che, secondo le accuse mosse loro, i tre uomini avrebbero compiuto in Vallagarina.

 

Analogo per tutti i 24 casi, il modus operandi. Dei sopralluoghi sarebbero avvenuti verso sera, all'affievolirsi della luce nei brevi pomeriggi invernali, in contesti residenziali riservati, su strade centrali e raggiungibili anche a piedi. Quindi i furti che avrebbero riguardato appartamenti anche posti al secondo piano, dei quali sarebbero state sfondati dei vetri delle finestre o utilizzato il portoncino di ingresso.

 

Il bottino sarebbe stato composto soprattutto da gioielli d'oro e oggetti preziosi. Uno dei tre uomini, il 47enne, si sarebbe occupato, secondo l'accusa, in alcuni casi anche della ricettazione, dello smercio dei beni.

 

Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile roveretano, coordinate dal maresciallo maggiore Domenico Postai, sono avvenute con metodi classici e tecnologie moderne.

 

"L'attività continua - dichiara il comandante provinciale dei carabinieri del Trentino, colonnello Luca Volpi - Oltre all'aspetto preventivo mi sta a cuore quello repressivo perché quello di cui parliamo è uno dei reati più fastidiosi e odiosi per una persona perché la vittima si vede violata la propria casa e la propria sicurezza. I sopralluoghi, poi, avvenivano tra novembre e dicembre, nel periodo dei Santi, dei Morti e di Natale". "L'impegno in questo settore è massimo" assicura ancora.

 

Ingente sarebbe il valore del bottino (per i primi sette furti si parlava di 15.000 euro circa).

 

"Non essendoci territori immuni al fenomeno, anche in Trentino si verificano reati di questo tipo, anche se le statistiche sono migliori che in altre province - sono le parole del comandante dei carabinieri della compagnia di Rovereto, maggiore Massimo Di Lena - Su questo bisogna comunque lavorare. Importante è anche l'attenzione dei cittadini; i sopralluoghi (prima dei furti, ndr) ad esempio avvenivano di giorno. Il fenomeno è costantemente monitorato e su di esso c'è inoltre un'alta sensibilità civica".

 

Tra i furti su cui si è concentrata l'attenzione dei militari (19 in totale) 8 sono avvenuti in esercizi commerciali e la restante parte in appartamenti o abitazioni private. Tra tutti quello che aveva interessato la sede del Pd di Mori.

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