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Valdastico, Legambiente sempre contraria: ''Non serve a nulla, in Valsugana poco traffico, meno di 5 mila veicoli al giorno''

Legambiente riparte dall'analisi del traffico proposta da Emanuele Curzel per Wwf del Trentino nella conferenza delle scorse settimane organizzata all'Università di Trento. Legambiente: "La nuova arteria intercetterebbe traffico aggiuntivo, come i trentini che si spostano in Veneto per far shopping e mezzi pesanti"

Di L.A. - 21 gennaio 2019 - 21:17

TRENTO. "Non c'è nessun legame tra il traffico in Valsugana e la Valdastico", così Legambiente di Trento, che scende nuovamente in campo contro l'ipotesi dell'A31 ribadita dei presidenti Luca Zaia ("La porto fino al confine e Trento faccia come vuole") e Maurizio Fugatti ("Ipotesi uscita a Rovereto Sud" - Qui articolo). 

 

E Legambiente riparte dall'analisi del traffico proposta da Emanuele Curzel per Wwf del Trentino nella conferenza delle scorse settimane organizzata all'Università di Trento (Qui presentazione). "Tra gli studi effettuati - prosegue l'associazione - compreso quelli commissionati e realizzati da quelle realtà interessate a costruire l'autostrada, mostrano come il traffico da attraversamento della Valsugana è molto scarso: circa 5 mila veicoli al giorno nell'ipotesi di massima. Non ci sarebbe nessun decongestionamento: il traffico è in larghissima maggioranza interno, prodotto dai flussi pendolari".

 

L'associazione solleva un'ulteriore criticità. "La nuova arteria - evidenzia - intercetterebbe traffico aggiuntivo, come i trentini che si spostano in Veneto per far shopping, senza dimenticare i mezzi pesanti che, dopo aver valutato i pedaggi, potrebbero cambiare percorsi autostradali. Questo, ovviamente, aumenta inquinamento, senza produrre alcun vantaggio per il territorio, ma a costi di realizzazione e gestione altissimi".

 

Non piace neppure l'eventuale percorso per uscire a Rovereto Sud. "Gli stessi promotori - continua Legambiente - ritengono questa soluzione molto problematica dal punto di vista idrogeologico per la fragilità intrinseca dei territori da attraversare, ma anche per il rischio di incidere in importanti falde acquifere. Rischi ambientali, costi aggiuntivi e una scelta che sembra incompatibile con quella del Veneto".

 

L'associazione mette in luce anche il panorama europeo. "Nel 2012 - commenta - l'Italia ha sottoscritto il protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi, trattato internazionale ratificato dall’Ue, che unisce e impegna tutti i Paesi dell’arco alpino alla salvaguardia dell’ecosistema alpino. L'articolo 11 dispone che 'le parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino', mentre i progetti stradali di grande comunicazione per il trasporto intra-alpino devono soddisfare alcuni requisiti socio-economici e ambientali. Requisiti che la Valdastico sicuramente non soddisfa".

 

Insomma, il Circolo di Trento resta contrario all'opera, qualunque sia il percorso previsto in Trentino. Legambiente fa parte del Coordinamento NoA31 e sono in fase di organizzazione numerose iniziative di sensibilizzazione in Provincia contro la Valdastico. 

 

"La nuova giunta provinciale - conclude Legambiente - dovrebbe lavorare allo sviluppo di un piano organico per i trasporti: infrastrutture e iniziativa per spostare le merci su rotaia, ma anche migliorare il trasporto pubblico locale e affrontare i problemi dell'inquinamento da traffico. Non siamo genericamente contraria alla realizzazione di opere che portino vantaggi chiari e che siano realizzate con criteri trasparenti e tutela dell’ambiente, ma serve visione e progetti coerenti". 

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