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Vende la sua Porsche, ma l'assegno che riceve è falso. I carabinieri arrestano il truffatore

Operazione "Tigre nera":  in manette un quarantenne. Avrebbe usato identità false per acquistare automobili di lusso da portare all'estero. Truffato un trentino

Pubblicato il - 20 marzo 2019 - 12:37

TRENTO. Un privato che vuole vendere il suo bolide, ma incappa in un'attività illegale di acquisto, con false identità, di automobili di lusso da piazzare sul mercato estero. Una truffa a cui hanno messo fine i carabinieri della stazione di Levico. In manette L. M., un quarantenne campano.

 

L'operazione dei militari "Tigre nera" prende il nome proprio da quello di un'automobile di lusso, la Porsche Macan (in indonesiano "macan" significa appunto "tigre") seguendo le tracce del cui acquisto i carabinieri sono arrivati al presunto truffatore.

La vicenda ha avuto inizio a novembre a Levico: un privato ha messo in vendita la sua Porsche nera fiammante, quasi nuova, per 60.000 euro. Nella speranza di trovare un compratore appassionato quanto lui. Ma gli è andata male. A contattarlo un sedicente venditore di auto della provincia di Rovigo con il quale avrebbe chiuso la trattativa concordando per un prezzo da pagare con la massima garanzia di un assegno circolare postale.

 

Tutte le operazioni apparivano in regola: l'acquirente si è presentato alla vittima ben vestito, in possesso di carta di identità e assegno circolare già stampato. La prova del veicolo, una chiacchierata, un caffè per conoscersi meglio. Poi il via alle operazioni di vendita: in banca per depositare l'assegno, la telefonata all'ufficio emittente per riceverne l'esito di presunta genuinità e infine il passaggio con la carta d'identità all'Aci per formalizzare l’immediato passaggio di proprietà.

 

Una procedura filata liscia, apparentemente. Se non fosse che il giorno seguente la banca ha contattato il suo cliente informandolo che l'assegno depositato risultava essere falso. Al povero appassionato d'auto nulla è rimasto da fare se non rivolgersi ai carabinieri.

 

I militari della compagnia di Borgo Valsugana si sono messi subito sulle tracce della Porsche e del suo compratore. E l'indagine, diretta dal sostituto procuratore Pasquale Profiti, ha dato i suoi risultati. Il presunto truffatore è stato individuato e arrestato lunedì mattina (con la collaborazione dei carabinieri di Pavia) in un appartamento nel centro di Pavia, a pochi passi dalla stazione, una sistemazione che l'uomo avrebbe usato come base in Italia.

 

Secondo l'accusa l'uomo si sarebbe servito di documenti e titoli di credito falsi, linee telefoniche che sarebbero state intestate a persone inesistenti. Anche l'assegno sarebbe stato finto. L'automobile è stata sequestrata in Germania.

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