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Voragine lungo la ferrovia della Valsugana, 25 persone ''dimenticate'' a Caldonazzo ma in nottata si attivano i pullman

Sono arrivati alla stazione alle 19.45 e fatti scendere. Da quel momento nessuno li ha più aiutati e telefonando alla stazione di Trento nessuno rispondeva. Dopo 1 ora e mezza hanno scritto a ilDolomiti che li ha messi in comunicazione con il dirigente Pat e la situazione si è sbloccata

Di Luca Pianesi - 21 giugno 2019 - 12:37

CALDONAZZO. Sono stati fatti scendere a Caldonazzo intorno alle 19.45 e da quel momento più nulla. Due ore di silenzio, con la promessa che sarebbe passato un qualche pullman sostitutivo che però non si è mai fermato alla loro stazione. Circa 25 persone dirette a Levico, Borgo Valsugana, Bassano rimaste bloccate senza nessuna informazione e senza la possibilità di contattare nessuno. Alla fine una ragazza ha deciso di chiedere aiuto a ilDolomiti, non sapendo più a chi rivolgersi, e fortunatamente in pochi minuti la situazione si è sbloccata grazie al pronto intervento dei dirigente del Servizio trasporti pubblici della Provincia. 

 

Ma andiamo con ordine: ieri pomeriggio, intorno alle 14, una voragine si è aperta sotto i binari della Valsugana poco prima di Levico. La superficie che reggeva la ferrovia è collassata per la presenza di una falda e si è formato un buco che, ovviamente, ha reso impraticabile la linea. In quegli istanti stava transitando un treno ma il macchinista è stato pronto a rilevare il crollo ed è riuscito a fermare il treno e a lanciare l'allarme. Subito sul posto sono cominciati i lavori per ripristinare il prima possibile la linea i tecnici di Rfi, gli operai, i vigili del fuoco di Levico e le forze dell'ordine sul posto per cercare di capire cosa potesse essere successo ed occuparsi di garantire incolumità e sicurezza dei cittadini.

 

Subito per i pendolari sono stati attivati bus sostitutivi (ieri si sperava di risolvere tutto entro oggi alle 13 ma a quanto pare le operazioni di ripristino sono più complesse del previsto e si spera di riattivare la linea entro domani) ma la situazione era di emergenza e totalmente inaspettata quindi impossibile ridurre a zero i disagi e molti dei problemi sono ricaduti su un convoglio, il treno 5527 partito da Trento alle 19.05. ''Siamo arrivati a Caldonazzo intorno alle 19.45 - ci racconta Silvia la ragazza che non si è data per vinta e alla fine ha contattato il nostro giornale - e lì il capotreno ci ha spiegato che saremmo dovuti scendere per il crollo che c'era stato prima di Levico. Eravamo circa un 25 persone e ci è stato assicurato che sarebbero arrivati i bus sostitutivi. Ma da quel momento è calato il silenzio assoluto. Non abbiamo avuto più nessuna informazione. Abbiamo visto passare dei pullman ma nessuno si è fermato. Abbiamo provato a contattare la stazione di Trento ma non ha mai risposto nessuno''.

 

Intanto chi poteva ha chiamato parenti e amici e si è fatto venire a prendere sul posto ma per una quindicina di loro la situazione si stava facendo davvero complicata. Silvia allora ha deciso di scrivere su messanger al nostro giornale chiedendo aiuto (''Spero - ci ha scritto - contattando la vostra testata, che la notizia possa aiutare tutti noi passeggeri al momento lasciati su di un marciapiede''). Verificata la richiesta ci siamo messi in contatto con il dirigente della Pat il quale, pur essendo quasi le 21.30, ha risposto e venuto a conoscenza dell'accaduto, si è immediatamente attivato mettendosi direttamente in contatto con le persone rimaste sul marciapiede. ''Poco prima delle 22 sono arrivati due pullman - conclude Silvia - e il primo ha atteso il secondo per essere sicuro che arrivasse e non si verificassero ulteriori disguidi. Uno è andato a Levico, l'altro verso Bassano e tutto si è risolto''. 

 


 

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