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A Cles chiuso il primo reparto per i pazienti con il coronavirus, la Pat: “Calano le emergenze, buon segno”

A marzo l’ospedale di Cles era stato riadattato per affrontare l’emergenza Covid-19, erano state aperte due unità operative per gestire i malati, ma adesso una delle due è stata chiusa, inoltra fa sapere Segnana: “Riprenderà anche l’attività chirurgica oncologica”

Di Tiziano Grottolo - 12 April 2020 - 09:52

CLES. Era il 6 aprile quando alla consueta conferenza stampa con gli aggiornamenti sull’emergenza coronavirus partecipò anche il dottor Renzo Franch, direttore dell’Unità operativa di medicina interna e Pronto soccorso dell’ospedale di Cles, per raccontare come era stata gestita la situazione nelle Valli del Noce.

 

“Tutto il terzo piano dell’ospedale di Cles è stato trasformato per ospitare i pazienti Covid”, spiegò Franch, durante il picco dei contagi gli operatori si erano attrezzati per ricavare il maggior numero di posti per le terapie intensive. Nella struttura erano state istituite due unità operative per la gestione dei malati, rispettivamente da 32 e 12 posti letto. Nel frattempo erano state sospese quasi tutte le attività chirurgiche, così come era stato chiuso il punto nascite: gli infermieri specializzati servivano nelle terapie intensive dove si ricoverano i malati più gravi.

 

Eppure lo stesso Franch osservava come le misure adottate per il contenimento dell’epidemia, unite al distacco sociale stessero dando i loro frutti, sempre il 6 aprile affermava: “Da un paio di giorni i pazienti dimessi sono superiori a quelli ricoverati”, un segno della situazione in miglioramento. La conferma era arrivata anche dal direttore generale dell’Apss, Paolo Bordon, che aveva annunciato la ripartenza degli interventi chirurgici che non richiedono rianimazione (escluse le urgenze salva vita che sono state garantite per tutta l’emergenza) nell’ospedale di Cles e al Santa Chiara di Trento.

 

Nella conferenza stampa di ieri, 11 aprile, è arrivata anche l’ufficialità: “Una delle due unità operative per i malati di covid è stata chiusa”, ha ribadito l’assessora alla salute Stefania Segnana. Questa è sicuramente una buona notizia perché si tratta della dimostrazione pratica di come la situazione generale stia lentamente migliorando. Com’è ovvio che sia resta alta l’attenzione ma la chiusura dell’unità con 12 posti letto è un segno inequivocabile della diminuzione dei malati che necessitano dell’ospedalizzazione.

 

Inoltre, come ulteriore prova, riprenderanno anche le attività chirurgiche e oncologiche per quanto riguarda urologia e ginecologia: “Il personale sanitario dell’ospedale di Trento – ha detto Segnana – si è recato a Cles per operare, utilizzando la sala di parto in emergenza per riprendere queste operazioni chirurgiche molto importanti. Mano a mano che calano le emergenze – ha aggiunto – riusciamo a ripristinare l’attività chirurgica”.

 

Già venerdì scorso sono stati effettuati due interventi, mentre in ospedale restano 21 i pazienti positivi. Ovviamente ciò non significa che siamo completamente usciti dall’emergenza ma questa è sicuramente una notizia da salutare positivamente dal momento che quello di Cles è il primo reparto per la gestione dei pazienti affetti dal coronavirus che viene chiuso in Trentino.

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