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A Rovereto torna la coltivazione del baco da seta

Prende corpo il primo tassello di produzione della seta, quello che dovrebbe diventare il distretto culturale ed economico a cui l’Amministrazione lavora da tempo per valorizzare un patrimonio storico della città in termini culturali, turistici ed economici

Pubblicato il - 29 giugno 2020 - 10:35

ROVERETO. Una produzione che ha reso ricca la città di Rovereto nel '700. Stiamo parlando del baco da seta che tornerà grazie ad un progetto avviato dall'Amministrazione comunale.

 

L'Orto di San Marco (ex Salvaterra) area centrale a Rovereto, nei  pressi del centro commerciale e in prossimità degli uffici del Catasto e delle Politiche Sociali del Comune sarà concesso in uso per 9 anni, per avviare la produzione del baco da seta.

Prende corpo, così, il primo tassello di produzione della seta, quello che dovrebbe diventare il distretto culturale ed economico a cui l’Amministrazione lavora da tempo per valorizzare un patrimonio storico della città in termini culturali, turistici ed economici. Come noto il “progetto seta” ha tra i suoi  obiettivi anche la sperimentazione e la ricerca, per sviluppare processi produttivi innovativi con riferimento alla meccatronica, alla robotica, ma anche all’economia circolare.

 

La ditta ‘’Lagarina società semplice agricola’’ di Villa Lagarina è risultata aggiudicataria per la concessione in uso del terreno di via Pasqui, e quindi procederà alla reintroduzione in via sperimentale della gelsi-bachicoltura, svolgendo attività didattiche e formative.

 

Sarà un “orto urbano” in piena osmosi con la città: la cittadinanza avrà libero accesso per momenti personali di relax e lettura.

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