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Addio a Carlo Spagnolli, il medico roveretano che ha dedicato la vita all'Africa

Da un paio di anni la sua cardiopatia si era gravemente aggravata e si è spento a 70 anni. La camera ardente viene allestita alla clinica Solatrix. Tanti i progetti portati avanti tra Uganda e Eritrea, Etiopia, Camerun e Zimbabwe

Pubblicato il - 02 February 2020 - 17:28

ROVERETO. E' morto Carlo Spagnolli, il medico roveretano che ha dedicato la vita in progetti a sostegno dell'Africa. Da un paio di anni la sua cardiopatia si era gravemente aggravata e si è spento a 70 anni. La camera ardente viene allestita alla clinica Solatrix.

 

Dopo la laurea in medicina ha cominciato le esperienze di volontario tra Uganda e Eritrea, Etiopia, Camerun e Zimbabwe. Il medico si è sempre messo a disposizione, una vita di lavoro in situazioni estreme, per curare le persone e organizzare presidi sanitari tramite l'aiuto e il coinvolgimento di numerose associazioni quali Spagnolli Bazzoni di Rovereto e Life line Dolomites, ma anche Provincia di Trento e Antoniano di Bologna, la Fondazione Rita Levi Montalcini e i numerosi sostenitori privati in Trentino, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli e Liguria.

 

Ha svolto per molti anni attività clinica di medico chirurgo e ostetrico ginecologo all’ospedale missionario “Luisa Guidotti” di Mutoko, promotore e organizzatore del Programma di Terapia antiretrovirale (oltre 1.500 pazienti in quattro strutture sanitarie dello Zimbabwe), coordinatore-logistico del Villaggio San Marcellino di Harare che ospita bambini abbandonati, abusati, orfani di Aids e disabili, fondatore e responsabile medico del Centro sanitario e di formazione della Donna "Giovanni Spagnolli" di Harare per la cura delle mamme e dei bambini malati di Aids.

 

Una vita sempre in prima linea tra progetti e iniziative di grande rilievo tra la costruzione della Scuola per infermiere professionali, due palestre di fisioterapia, ostelli e alloggi e asili. A causa della gravissima situazione socio-economica in Zimbabwe, provvedeva settimanalmente anche all’approvvigionamento alimentare per i pazienti e il personale dell’ospedale di Mutoko, per gli orfani del villaggio San Marcellino e per migliaia di persone che gravitano attorno ai vari centri di assistenza di Harare, Kariba e Chinhoyi.

 

Altre iniziative molto importanti si sono svolte tra il 2013 e il 2016 nell'ambito di progetti sanitari per la diagnosi e la terapia precoce del carcinoma del collo dell’utero in otto centri sanitari della Provincia del Mashonaland West con la formazione di oltre 80 tra medici, ostetriche e infermiere, e la costituzione di una unità di terapia intensiva all'ospedale di Chinhoyi, ma anche formazione e attività clinica in tecniche diagnostiche e chirurgiche laparoscopiche, cardiologia, diagnostica per immagini in Zimbabwe.

 

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