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Addio a Marco Simonetti l’uomo che ha fatto conoscere Riva del Garda nel mondo: “Una persona geniale”

Marco Simonetti si è spento pochi giorni fa, il ricordo di Barbara Angelini e delle colleghe “cresciute” dall’ex direttore dell’Azienda di soggiorno di Riva: “Eri un uomo vero, autenticamente schietto fino all’osso, che fortuna che abbiamo avuto ad iniziare a lavorare con te”

Pubblicato il - 01 maggio 2020 - 09:49

RIVA DEL GARDA. È stato uno degli uomini che ha fatto conoscere il nome di Riva del Garda nel mondo, e in questo senso la città che ha costruito le sue fortune sul settore del turismo ha un grande debito nei sui confronti. Marco Simonetti ex direttore di quella che fu l’Azienda di soggiorno di Riva, ma anche direttore di Palazzo Congressi se ne è andato nel sonno lunedì scorso, 27 aprile.

 

Classe 1943, Simonetti non era originario di Riva era di Piné, sulle sponde del lago vi arrivò dopo aver diretto l’Azienda di soggiorno di Madonna di Campiglio e dopo aver lavorato per la prestigiosa casa automobilistica dell’Alfa Romeo, in poco tempo seppe farsi apprezzare riuscendo addirittura a lasciare un’impronta indelebile sulla città.

 

Con la sua scomparsa dunque se ne va un pezzo di storia di Riva del Garda che Barbara Angelini, assieme alle storiche colleghe Grazia Airoldi, Alessandra Pellegrini, Lorenza Santoni, Ludowica dal Lago, Alma e Rosanna Bronzini, ha voluto ricordare in una lettera che meglio di altre esprime l’affetto e la gratitudine nei confronti di una persona che ha saputo lasciare il segno.

 

Non posso crederci, dai Marco non è possibile non così. O forse conoscendoti è proprio così che te ne volevi andare, lontano da ogni riflettore e da ogni ipocrisia. Perché Marco, eri un uomo vero, autenticamente schietto fino all’osso. Che fortuna che ho avuto ad iniziare a lavorare con te.

 

Un team affiatato al Palazzo dei Congressi negli anni ’80, si perché noi avevamo come direttore, un uomo che era stato responsabile del marketing niente po’ po’ di meno che dell’Alfa Romeo. Un uomo che ci ha insegnato a fare marketing e costruzione prodotto, quando ancora nessuno sapeva usarle queste parole.

 

Quanti congressi, Cromatografia capillare, il Consiglio Superiore della Magistratura, Accademia Italiana di conservativa e tanti altri. Grandi convegni, convention, fiere sei riuscito a portare a Riva il mondo, perché conoscevi il mondo. Ho girato l’Italia con te, intenditore sopraffino della enogastronomia e come mi sono divertita a vederti prendere appunti per la guida dell’Espresso in ristoranti rinomatissimi. Come quella volta che siamo andati a Firenze e dovevamo incontrare il tuo amico conte Boretti (proprietario del marchio Cont of Florence) e ci siamo persi a Scandicci nel periodo in cui c’era il mostro o al famoso ristorante Enoteca Pinchiorri, che avevi stroncato con  una recensione, che sapevi bene, non ti avrebbero mai pubblicato. Quante risate.

 

Hai insegnato a lavorare nel turismo a molti di noi che ancora operano in questo settore. Tutti a Riva si ricordano della Vela d’Oro e noi abbiamo avuto la fortuna di viverla dietro le quinte al tuo fianco, lavorando a ritmi acceleratissimi seguendo le istruzioni di Gianni Ravera e dello staff della Rai. Come ci siamo divertiti, l’abbiamo vissuta due volte, davanti e dietro le quinte. E poi Astra, il convegno internazionale di Astrologia e le corse per scavare buche ai fachiri, trovare la brace per le camminate a piedi nudi.

 

Sei stato un uomo geniale, dalle intuizioni stravaganti e le passioni portate avanti con tenacia, come quella per la “To grappa”. Sapevi valorizzare tutto e tutti, promuovere il territorio in maniera innovativa e creativa. Questo territorio che non ti ha dato i natali, ma al quale eri fortemente legato e del quale eri innamorato, un territorio che non sempre ha saputo capire il tuo genio.

 

Eri un uomo che sapeva tessere relazioni schiette, che autenticamente sapeva dire le cose che andavano dette indipendentemente da chi avevi davanti. Sempre ci hai dato del lei finché sei stato il nostro direttore, era il tuo modo per farci arrivare il rispetto verso il nostro lavoro e il nostro impegno, ma nonostante la formalità avevamo con te un’intimità e un affetto che andava al di là del rapporto professionale. L’amicizia era nata in ufficio, ma è proseguita anche dopo quando non sei più stato il nostro direttore, passando dal lei al tu. 

 

Ci hai aperto la tua casa, qui e a Pinè, pattinate sul lago, belle gite sugli sci e mangiate davanti a piatti succulenti preparati per noi. Avevi occhi che vedevano al di là delle apparenze, davi a ognuno di noi un soprannome perché sapevi cogliere l’essenza delle persone. Mai ci hai fatto mancare il tuo sostegno anche a livello personale.

 

Come ci mancherai Marco, entrare nel tuo negozio e fare quelle due chiacchiere su Riva, il territorio, la sua gente…due chiacchiere con te e la Carla. Quando vivi tempi straordinari non sempre ne sei consapevole, ma di quei tempi, noi tutti abbiamo la piena consapevolezza di aver avuto affianco un uomo di grande valore, che ci ha insegnato tanto. Non riesco a crederci, uno come te non si può pensarlo che vivo. Nella testa mi risuonano tante parole che mi hai detto e mi hanno aiutato nella vita, le porterò sempre nel cuore come un tuo dono. Grazie Marco.

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