Contenuto sponsorizzato

Aprire un asilo in un maso, la storia di un gruppo di contadine ora studiata da un team di ricercatori europei

Il progetto ha permesso alle donne di fare rete tra loro, ampliare i propri contatti e assumere un ruolo educativo anche all’interno della comunità

Pubblicato il - 06 marzo 2020 - 10:13

BOLZANO. L'innovazione che fa breccia nella tradizione. Come? Aprendo un asilo in un maso. Questa la bella iniziativa che hanno avuto un gruppo di contadine altoatesine. Un progetto di innovazione sociale che ora è stato studiato anche da un team di ricercatori europei. L'idea che hanno avuto una cooperative di contadine “Mit Bäuerinnen lernen wachsen leben” ha portato all'apertura delle porte del proprio maso ai bambini in età prescolare. Un modo che ha creato nuove opportunità per le donne e ha consolidato anche il loro ruolo, mantenendo forte il legame con la tradizione. L’esperienza è stata studiata dalle ricercatrici di Eurac Research nell’ambito di un progetto europeo che dalla Scozia al Marocco indaga come l’innovazione sociale possa favorire lo sviluppo di aree marginali, come zone montane, isole o deserti.

 

Volevamo cambiare qualcosa nella nostra situazione, senza però perdere il legame con la tradizione” hanno spiegato le protagoniste di questo progetto. Le ricercatrici di Eurac Research hanno studiato questa esperienza ponendosi diverse domande: quali cambiamenti ha portato questa decisione? Che impatto ha avuto a livello locale? Quali reti di contatti sono state attivate? Come è cambiata la funzione dell’agricoltura? Per rispondere hanno sentito la voce delle dirette interessate: le contadine e la cooperativa che le rappresenta.

 

Dalle interviste è emerso come gestire l’asilo abbia rafforzato la posizione delle contadine al maso. Mentre prima si occupavano di attività legate alla famiglia, ora le donne hanno un ruolo proprio, riconosciuto economicamente e quindi anche socialmente. Questo ha portato anche a un carico di lavoro aggiuntivo e a qualche tensione, finché non sono stati rinegoziati i ruoli per distribuire meglio i compiti in famiglia.

 

“Abbiamo organizzato corsi di formazione non solo su temi pedagogici, ma anche per offrire consulenza su questioni pratiche, ad esempio il numero massimo di bambini da accettare al maso in modo da avere un equilibrio tra vita privata e professionale”, spiega Karin Schölzhorn della cooperativa “Mit Bäuerinnen lernen wachsen leben”.

 

Portare avanti questo progetto e la gestione dell’asilo ha permesso alle donne di fare rete tra loro, ampliare i propri contatti e assumere un ruolo educativo anche all’interno della comunità, pur mantenendo un forte legame con le proprie radici contadine.

 

“Fare innovazione sociale nelle aree rurali significa realizzare idee nuove che rispondano a bisogni sociali, creino relazioni e aumentino il benessere del territorio. L’asilo al maso è un ottimo esempio: rafforza il ruolo delle contadine, permette alle madri di tornare al lavoro, avvicina i bambini al mondo rurale e crea un servizio decentrato sul territorio”, spiega Cristina Dalla Torre, ricercatrice di Eurac Research.

 

L'innovazione delle contadine non si ferma. Dopo l'asilo e l'assistenza ai bambini, ora viene offerta anche assistenza agli anziani e in futuro vorrebbero estendere il servizio alle persone disabili.

 

Quello altoatesino è uno dei casi che un gruppo di ricercatori sta analizzando in tutta Europa per capire come l’innovazione sociale favorisca lo sviluppo di aree marginali o svantaggiate come deserti, isole e montagne. In Marocco gli esperti hanno studiato una cooperativa che produce olio di argan, in Olanda un progetto di agricoltura sociale, in Scozia, Slovenia e Slovacchia la gestione collettiva delle risorse forestali.

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 27 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

28 ottobre - 04:01

In queste ore i vertici dell'Ordine dei medici sono scesi in campo per evidenziare preoccupazioni, riportare perplessità e criticità del sistema, ma anche proposte per migliorare la situazione in questa fase delicata della seconda ondata di Covid-19. Un settore attenzionato è quello delle Rsa

28 ottobre - 08:43

I contagi sarebbero partiti da almeno due pazienti che erano “sfuggiti” alle maglie dei controlli perché negativi al primo tampone. Fra infermieri e oss ci sono 12 sanitari positivi, anche alcuni pazienti fra i contagiati. Nel frattempo sono state disposte una serie di sanificazioni straordinarie

27 ottobre - 19:32

I ristoranti dolomitici tirano un sospiro di sollievo con la proroga che sposta dalle 20 alle 22 la chiusura delle cucine e chiedono alla loro clientela di anticipare l’arrivo ai tavoli. Alfio Ghezzi: "Dobbiamo crederci, far vedere agli ospiti che noi siamo operativi, pronti a soddisfare le esigenze e che lo facciamo in assoluta garanzia sanitaria"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato