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Biciclette, pneumatici e persino cartelli stradali, ecco cosa si nasconde nel Garda: "Il lago non può essere una discarica"

Noncuranza, inciviltà, ignoranza di chi si libera della spazzatura così. Non è questo il caso dei tanti volontari che, quando il tempo si fa mite, si trovano sul litorale bresciano del lago e dedicano, gratuitamente, il loro tempo alla pulizia delle spiagge e dei fondali. Marco Bettinelli: "Ci siamo divisi in due squadre: quelli che si sarebbero occupati della pulizia dei fondali e quelli, invece, che avrebbero pulito le spiagge''

Di Arianna Viesi - 25 gennaio 2020 - 17:28

TOSCOLANO MADERNO. Biciclette, pneumatici, bottiglie, lattine e l'elenco potrebbe continuare. E' quello che si trova sul fondale del Lago di Garda: un sacco di immondizia accumulatasi in anni di inciviltà e noncuranza.

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

La maleducazione delle persone sembra proprio non avere freni. Da chi getta, volontariamente e consciamente, spazzatura a terra o nell'acqua a chi non la raccoglie perché "tanto non sono stato io" fino ad arrivare a chi, pur vedendo situazioni di forte degrado, preferisce voltarsi dall'altra.

 

Non è questo il caso dei tanti volontari che, quando il tempo si fa mite, si trovano sul litorale bresciano del lago e dedicano, gratuitamente, il loro tempo alla pulizia delle spiagge e dei fondali. Alcuni eventi sono stati organizzati dall'associazione Deep Explorers Onlus, un'associazione no profit che dal 2004 si occupa e si dedica alla preservazione dell'ecosistema lacustre. Con loro Sea Shepherd e l'attivissima Marylou, Sommozzari Bresciani Leonessa capitanati da Astore e il club mantovano DNA con presidente Giancarlo. "Abbiamo raccolto letteralmente una montagna di gomme a Gardone e nel golfo di Toscolano Maderno", racconta Angelo Modina, presidente dell'associazione.

 

Ogni primavera, da una decina d'anni circa, l'associazione Deep Explorers Onlus insieme ad altre associazioni e con il supporto delle amministrazioni comunali, organizza una due giorni di sensibilizzazione e di pulizia dei fondali e delle spiagge del lago. "Tutto è svolto in totale sicurezza. I sub che partecipano devono avere il brevetto e le immersioni non avvengono oltre i 10/12 metri di distanza dalla riva. All'ultima giornata hanno partecipato anche ragazzi di Merano".

 

Foto di Ass. Deep Exlorers

 

"L'estate scorsa - spiega Marco Bettinelli, uno dei volontari - siamo stati impegnati per ben due giorni. Abbiamo dedicato la prima giornata, il sabato, alla formazione e alla sensibilizzazione. La domenica mattina, invece, ci siamo trovati tutti in spiaggia e ci siamo divisi in due squadre: quelli che si sarebbero occupati della pulizia dei fondali e quelli, invece, che avrebbero pulito le spiagge e il litorale. I sub devono ovviamente essere in possesso dei brevetti e delle certificazioni specifiche".

 

Quello che i volontari hanno raccolto è, letteralmente, una montagna di spazzatura. Non solo mozziconi, cartacce e lattine ma biciclette, pneumatici, secchi, cuscini, corde persino cartelli stradali. "La situazione è veramente preoccupante - continua - Se vogliamo parlare di colpe, partiamo dall’ignoranza disarmante delle persone: c’è chi butta, c’è chi non raccoglie, c’è chi vede e pensa tanto non sono stato io, c’è chi non segnala".

 

"Va detto - aggiunge Modina - che la maggior parte dei materiali recuperati è roba vecchia. Vuol dire che, forse, la mentalità sta un po' cambiando. 

 

In inverno le operazioni di pulizia sono sospese. "Di solito organizziamo questi eventi in primavera o in estate perché vogliamo che la gente, che durante la bella stagione affolla il lago, veda quello che c'è in fondo al lago. Il messaggio che vogliamo lanciare è questo: il lago non è una discarica. Il problema è complesso e va dall'incuria e dalla maleducazione delle persone a tutto un sistema di pensiero sbagliato. Dobbiamo sensibilizzare le persone e farlo in fretta perché il lago sta soffrendo". 

 

Insomma, non sembra esserci pace per il lago. Tutta questa spazzatura rischia di mettere in pericolo non solo la nostra salute, ma anche quella di un intero ecosistema. Forse, però, qualcosa sta cambiando: “Un pensiero positivo ci rincuora - conclude Modina -. La maggior parte del materiale recuperato non risale agli ultimi decenni, a parte una bici, un carrello del supermercato e altri oggetti forse caduti nel lago accidentale… Significa che i cittadini sono diventati più consapevoli“.

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

Foto di Ass. Deep Explorers
Foto di Ass. Deep Explorers

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

Foto di Ass. Deep Explorers

 

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