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Bimbo di un anno viene operato al polmone e dimesso dopo 3 giorni grazie ad una tecnica innovativa. Intervento riuscito al Santa Chiara di Trento

L'Unità chirurgica pediatrica dell'ospedale Santa Chiara di Trento è stata protagonista di un'operazione riuscita  su un bambino di un anno affetto da una malformazione congenita ad un lobo polmonare. L'intervento ha richiesto diverse competenze, con il piccolo che è stato dimesso dopo soli tre giorni di ricovero

Pubblicato il - 23 giugno 2020 - 17:47

TRENTO. E' stato dimesso dopo tre giorni dall'operazione il piccolo di poco più di un anno operato chirurgicamente per una malformazione congenita al polmone. Il delicato intervento, svolto dall'Unità operativa di chirurgia pediatrica dell'ospedale Santa Chiara, ha richiesto un'elevata professionalità multidisciplinare, con la collaborazione decisiva al team chirurgico prestata da anestesisti, strumentisti di sale e personale della terapia intensiva neonatale.

 

Il bambino operato, come detto, soffriva di una malformazione polmonare congenita, su cui il team chirurgico è intervenuto con tecnica mini invasiva. Tale tecnica, tra l'altro, vede nell'ospedale del capoluogo trentino uno dei pochi luoghi in Italia in cui si sperimentano operazioni di torascopia analoghe. Il piccolo, di circa un anno d'età, si è visto asportare il lobo polmonare malato grazie all'applicazione di tre piccoli fori da 5 millimetri nella parete toracica, in cui sono stati introdotti una piccola telecamera e gli strumenti necessari per l'isolamento e la sezione delle arterie delle vene e dei bronchi del lobo malato.

 

La patologia di cui soffriva, peraltro, era già stata diagnosticata in gravidanza dai ginecologi, confermata radiologicamente dopo la nascita e successivamente controllata clinicamente fino al momento dell'intervento con visite congiunte pediatriche e chirurgo-pediatriche. Piuttosto rara, inoltre, essa può degenerare nel tempo in patologie infettive o oncologiche che potrebbero avere anche esito letale.

 

La delicatezza dell'operazione e della parte interessata dalla stessa è dimostrata dall'elevato rischio intraoperatorio, con un intervento che è sì mini invasivo ma che agisce su una zona estremamente sensibile – vista la presenza del cuore e dell'arteria polmonare – e non consente un tradizionale contatto manuale diretto. Grazie a questa tecnica, di contro, i tempi di recupero del paziente finiscono per essere molto più rapidi, con una degenza ridotta e dei risultati estetici immediati e migliori sulla lunga distanza.

 

Per prepararsi al meglio all'operazione, i vari nuclei operanti hanno svolto incontri preliminari sia in presenza sia a distanza, appoggiandosi alle competenze dell'Unità chirurgica di Varese, che da tempo vanta una grande esperienza nell'ambito di interventi simili. Se la toroscopia non presenta infatti particolari problemi, le difficoltà tecniche, come detto, sono piuttosto elevate.

 

Il bambino è stato svegliato in sala operatoria e dopo circa 12 ore trascorse in terapia intensiva neonatale è stato trasferito in reparto, da cui poi è stato dimesso al passare di tre giorni. Non è la prima volta che l'ospedale Santa Chiara ospita interventi del genere, realizzati in altre due occasioni nell'ultimo anno.

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