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Cancellato il nome italiano dal cartello bilingue ma dopo una settimana c'è solo quello tedesco. Zanella: "La politica se ne occupa solo quando ci sono le elezioni"

La sera del 24 gennaio qualche vandalo ha cancellato i nomi italiani dai cartelli presenti a Cornaiano-Girlan, frazione di Appiano. Da quel momento, però, nessuno ha fatto nulla. L'opinione del vice presidente del Cai Alto Adige

Di Lucia Brunello - 03 febbraio 2020 - 19:35

CORNAIANO. La spinosa questione della toponomastica in Alto Adige torna sotto i riflettori grazie ad una nuova bravata, che sta volta ha avuto luogo sulla Strada del Vino. Una settimana fa, più precisamente la sera del 24 gennaio, qualcuno ha cancellato le scritte italiane sui due cartelli in entrata e uscita da Cornaiano – Girlan, frazione di Appiano, probabilmente approfittando del buio della notte.

 

Le scritte sono state cancellate in maniera certosina, utilizzando della vernice bianca e addirittura ripristinando la striscia diagonale rossa sul cartello all’uscita dal paese.

A segnalare il fatto è stato Carlo Alberto Zanella, vice presidente del Cai Alto Adige e responsabile del circolo Strada del Vino del Partito Democratico, attraverso un post sulla sua pagina facebook.

 

Non è tanto il fatto in sé a destare scalpore, certamente commesso da “qualche testa calda, magari sotto effetto alcolico”, come dice Zanella, ma si tratta di una bravata che non fa altro che alimentare una problematica già grande protagonista nel territorio altoatesino. Problema conosciuto da tutti ma mai affrontato fino in fondo, soprattutto se si considera che in Alto Adige esistono 170 mila toponomi tedeschi, di cui solo 8 mila tradotti in italiano.

 

Non dimentichiamo, inoltre, che non sono passati molti mesi da quando, a Bolzano, in Consiglio provinciale con 24 “si”, un solo “no” e 5 astensioni, era stata approvata una legge che prevedeva l’eliminazione dei termini “Alto Adige” e “altoatesino”, proponendo invece "Provincia di Bolzano" come unica dizione in lingua italiana da utilizzare per indicare il territorio provinciale. Il vocabolo in lingua tedesca “Südtirol”, invece, sarebbe dovuto rimanere invariato. 

 

“Il bilinguismo esiste e una legge provinciale che prevede che i cartelli debbano essere scritti in entrambe le lingue, anche. La polemica nasce nel momento in cui questa legge non viene rispettata. Non credo sia necessario tradurre tutti i nomi presenti in provincia, ma almeno quelli delle località turisticamente e culturalmente più importanti. Nessuno pretende che “Obereggen” venga tradotto, per esempio”.

 

Zanella parla con cognizione di causa, essendo anche referente Cai per i sentieri in Alto Adige, contesto in cui i problemi in tal senso non mancano. “Lo vedo come un vero e proprio dispetto. Il bilinguismo è regolamentato, ma in luoghi come Corniano, Appiano, Renon, nei pressi del lago di Monticolo e nelle valli meno frequentate, i cartelli sia in italiano che tedesco sono pochissimi. A non rendere le cose facili è certamente l’Alpenverein, le cui sezioni decidono autonomamente su come debbano essere scritti i cartelli che si trovano nelle loro zone, e molte di queste prediligono il quasi esclusivo utilizzo della toponomastica tedesca”.

 

Una vera e propria mancanza di rispetto, quindi, verso il gruppo linguistico italiano, ma anche verso i turisti, molti dei quali, giustamente, non conoscendo il tedesco, corrono il rischio di perdersi tra i sentieri di montagna.

 

“Un problema che meriterebbe essere affrontato e superato, ma che viene discusso da chi di dovere solo in vista di elezioni politiche, per il resto non se ne parla mai. Riguardo alla questione del cartello di Cornaiano, per esempio, nessun partito ha proferito parola a riguardo. Lega, Fratelli d’Italia, Pd, Alto Adige nel Cuore: lo zero assoluto. Un silenzio ingiustificabile”, continua.

 

“Quando segnalo eventi simili a quello da poco accaduto, sono in molti a farmi i complimenti, poi, però, non viene preso nessun provvedimento. Ma prossimamente se ne parlerà di certo, viste le elezioni comunali imminenti. Poi, probabilmente, si tornerà al silenzio stampa”.

 

Tutt’ora i cartelli sulla Strada del Vino sono ancora imbrattati, ma il vicesindaco di Appiano ha fatto sapere che saranno presto puliti e così ripristinate le scritte in italiano.

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