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Coronavirus, 620 nuovi contagi e 35 morti in Veneto. Zaia: "Frenata la curva ma è un bollettino di guerra"

Nel quotidiano bollettino sulla situazione Coronavirus in regione, il presidente del Veneto Luca Zaia ha dipinto un quadro di grande stress per il sistema sanitario regionale, che dimostra però a suo giudizio il buon funzionamento degli ospedali. 17457 le persone in isolamento, di cui 6935 positive, e 287 i deceduti. E la somministrazione dei tamponi a tappeto continua 

Di Davide Leveghi - 26 marzo 2020 - 19:44

TRENTO. “Ve l'ho detto che è un bollettino di guerra”, afferma perentorio il governatore del Veneto Luca Zaia, diretto ai giornalisti e al pubblico collegato alla diretta per la conferenza stampa quotidiana sui dati della situazione Coronavirus in regione. Alzando i cartelli riportanti i vari dati numerici, il “doge” leghista dipinge una realtà consistente, evidenziando la mole di lavoro che si trova a fronteggiare il sistema sanitario veneto e non risparmiando qualche minaccia alla cittadinanza nel caso in cui manifesti poco rispetto per le misure draconiane di contenimento dell'epidemia.

 

Non costringetemi a fare ordinanze cattive - ripete in riferimento a chi, pur di uscire di casa, si reca ripetutamente al supermercato – fate una spesa grande”. E sulla privacy, infine aggiunge: “Alcune norme andrebbero sospese.

 

Nello “snocciolare i dati sulla situazione in regione, come detto, il presidente della Regione Veneto mostra la massima chiarezza. Niente pericolo di incespicare sui numeri: stampati su un foglio, i dati vengono mostrati al pubblico e alla stampa e commentati uno per uno. Così si comincia dal dato crescente delle persone in isolamento, 17457, un dato che secondo Zaia “dà la dimensione del lavoro che la nostra sanità sta fronteggiando”. Rispetto alla giornata precedente si sono registrati 620 nuovi contagi e 35 morti. 

 

Di questi, grazie al lavoro di tamponi somministrati a tappetograzie anche all'aiuto di un'azienda trentina, Gpi 6935 sono le persone risultate positive. 1773 i ricoverati, distribuiti tra i vari reparti degli ospedali regionali di malattie infettive, terapia semi-invasiva e terapia intensiva. Quest'ultima, attualmente, ospita 326 persone, collegate, come tiene a precisare il governatore, a un respiratore meccanico che “non ci sarebbe se il sistema non funzionasse”.

 

Sono 508, invece i dimessi, mentre le vittime, aumentate di 14 unità nella notte, hanno raggiunto la cifra di 287. “Ve l'ho detto che è un bollettino di guerra questo – commenta Zaia – siamo riusciti a frenare la curva però abbiamo comunque i morti”. Deciso comunque a trovare un aspetto positivo, una luce in questa fase buia, il presidente del Veneto alza un ultimo cartello: “Questi 91 sono invece i bambini nati oggi. Ogni giorno, d'ora in poi, darò un dato positivo”.

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