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Coronavirus e assembramenti: “In pochi rispettano le regole e nessuno controlla i turisti. Con questa situazione il problema non sono le discoteche”

La testimonianza di Luca Vezzoni, dj e organizzatore di eventi, che per la stagione ha trovato lavoro nel settore turistico: “La gente si comporta come se il coronavirus non fosse mai esistito. I meno rispettosi? Gli italiani, dai 30 anni in su quasi nessuno indossa la mascherina”

Di Tiziano Grottolo - 20 agosto 2020 - 18:03

BOLZANO. “Quando entrano in negozio in pochi indossano la mascherina e quando lo fai presente la reazione è quella di sbuffare”. A parlare è Luca Vezzoni che in questa stagione estiva lavora in un negozio per il noleggio delle biciclette in Alto Adige, ma nell’ambiente musicale è conosciuto come “Dreadlion”. Vezzoni infatti è attivo anche come dj e nell’organizzazione di eventi ma con il lockdown e le norme anti-coronavirus le occasioni di lavoro sono venute meno.

 

Penso che sia tutto sommato inutile bloccare la musica, chiudendo perfino le discoteche, se poi nel settore del turismo nessuno rispetta le regole e soprattutto non si fanno i controlli. Non parlo tanto per me che in fondo non vivo di sola musica – osserva Vezzoni – ma penso a quei professionisti che hanno investito delle cifre importanti, non solo musicisti ma anche tutte quelle imprese che sono coinvolte direttamente e indirettamente”.

 

Con la chiusura di discoteche e grandi eventi infatti, a rimetterci non sono solo i gestori e i musicisti ma anche chi lavora “dietro alle quinte” soprattutto service e organizzatori d’eventi. Di fatto il settore della musica non è mai ripartito da quando è stato istituito il lockdown provocando perdite enormi agli addetti ai lavori. “Mi sembra che i giovani e le discoteche siano diventati il capro espiatorio. Qui i turisti si comportano come se il coronavirus non fosse mai esistito, anzi a non rispettare le regole molto spesso sono gli italiani. Dai 30 anni in su quasi nessuno indossa la mascherina”.

 

Le immagini dei lunghi serpentoni di gente in montagna, ma anche del traffico automobilistico stanno già facendo molto discutere (articoli QUI e QUI). Nel frattempo in Alto Adige peggiora sempre di più la situazione sul fronte dei contagi. Il 20 agosto l’azienda sanitaria di Bolzano ha fatto sapere di aver scoperto altri 21 positivi (QUI articolo). Contagi che si aggiungo a quelli rilevati dei giorni scorsi.

 

“Per quanto mi riguarda – conclude Vezzoni – non faccio una serata da marzo, resterò fermo anche nei prossimi mesi fino a quando la situazione non si risolve. Per ora accetto proposte solo se mi viene garantito il rispetto delle norme, non voglio contribuire con la mia musica a questo disastro. Lo faccio a mie spese anche se bisogna ricordare come il settore sia stato abbandonato, per noi ci sono pochi aiuti e per molti sta diventando impossibile andare avanti”.

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