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Coronavirus, fuma la sigaretta elettronica con la mascherina abbassata, 400euro di multa: “Mi hanno fatto fare una figuraccia, temevo mi licenziassero”

Il giovane stava fumando prima di entrare in turno ma “due tiri” di sigaretta elettroni gli sono costati cari, gli agenti sono stati inflessibili e lo hanno sanzionato con 400 euro di multa. Il 26enne: “Ho un figlio e un altro sta per arrivare per me pagare questa cifra non è uno scherzo”

Di Tiziano Grottolo - 09 maggio 2020 - 10:58

VILLA FRANCA (VR). È successo in provincia di Verona, precisamente nel comune di Villa Franca, dove un giovane lavoratore è stato “sorpreso” mentre fumava una sigaretta elettronica prima di iniziare il turno e per questo è stato sanzionato con una multa da 400 euro (280 euro se pagata entro 30 giorni). Bisogna ricordare che in Veneto, come in altre parti d’Italia, per uscire di casa è diventato obbligatorio portare la mascherina, chi non rispetta questa regola può essere sanzionato, come avvenuto in questo caso particolare.

 

A ricostruire la vicenda è lo stesso giovane che ha ricevuto la multa: “Erano all’incirca le 9e30 e stavo aspettando di entrate nel supermercato dove lavoro, nell’attesa ho pensato di fare due tiri con la mia sigaretta elettronica”. Per fare ciò, il giovane, si è abbassato la mascherina sotto al mento senza però accorgersi che nello stesso momento stavano arrivando due agenti della polizia municipale che, senza battere ciglio, gli hanno contesto quel gesto, in altre circostanze assolutamente normale.

 

 

Ma a quanto pare in tempi di coronavirus i vigili hanno scelto la via dell’intransigenza: “In quel momento ero da solo, non c’era in giro nessuno, non è nemmeno servito provare a spiegare loro che sono padre di un figlio e un altro sta per nascere e che per me 400 euro di multa non sono uno scherzo”. Nulla da fare, gli agenti sono stati inflessibili e sul verbale alla voce “violazioni” si legge: “Fumava davanti all’ingresso del supermercato con la mascherina abbassata senza coprire naso e bocca”.

 

Il 26enne veneto era disperato: “Avevo iniziato a lavorare da pochi giorni, avevo paura che mi licenziassero. Dopo aver speso tantissimo tempo inviando curriculum temevo di perdere tutto, senza contare che ho una famiglia da mantenere”. Il danno e la beffa verrebbe da dire: “Mi sono sentito umiliato, al lavoro sono diventato quello che è stato multato fuori dal negozio, certo colleghi e direttore sono stati comprensivi ma mi hanno fatto fare una figuraccia”.

 

Applicando il regolamento alla lettera il 26enne probabilmente ha sbagliato, certo non poteva immaginarsi che gli agenti sarebbero stati così inflessibili, era stato lo stesso presidente del Veneto Luca Zaia a chiedere alle forze dell’ordine di usare buon senso per valutare circostanze simili, questa volta però pare che abbia prevalso l’intransigenza.

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