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Coronavirus, gli industriali tedeschi scrivono a Confindustria: ''Siamo interconnessi, diteci se possiamo aiutarvi''. Busato: ''Riaprire in sicurezza per evitare danni incalcolabili''

Pubblichiamo la lettera che è stata inviata alla direttrice generale di Confindustria dal presidente della Federazione delle industrie tedesche. Il direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato: "Ce lo chiede anche la Germania con cui le aziende trentine hanno circa il 20% dell'export"

Di Giuseppe Fin - 10 aprile 2020 - 15:59

TRENTO. “Dobbiamo ripartire in sicurezza per evitare danni globali incalcolabili”. Dopo l'appello che nei giorni scorsi era stato lanciato da Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto che assieme si erano rivolte al premier Conte spiegando che “Se non si riparte il motore del Paese rischia di spegnersi”, a chiedere una ripartenza, sia pur con le garanzie di sicurezza per i lavoratori, è ora Roberto Busato direttore generale di Confindustria Trento.

 

“In questa crisi di proporzioni inaudite, l’emergenza sanitaria rimane la priorità, per tutti” spiega in una nota Confindustria. “Per tutti deve essere altrettanto chiaro – continua - che a questa emergenza sanitaria farà seguito un’emergenza economica di uguale entità”.

 

Confindustria già da tempo sta lavorando per predisporre un piano di ripartenza graduale, alla sola condizione di garantire la sicurezza dei lavoratori. Un piano di riapertura delle attività che rispetterà linee guida precise, sulla base delle indicazioni delle autorità sanitarie internazionali, per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, concordato in seno al Comitato sulla sicurezza con la condivisione dei sindacati, ai quali viene chiesta un’alleanza per una ripresa a rischio di contagio zero.

 

Ma a dimostrare la necessità di ripartire sono anche gli appelli che arrivano dall'esterno. E' il caso degli industriali tedeschi che hanno chiesto alle aziende italiane di ripartire. In una lettera indirizzata a Confindustria, la Bdi che è la Federazione delle industrie tedesche, ha rivolto un appello a riprendere gradualmente l’attività delle imprese. sottolineando che ''Italia e Germania sono realtà interconnesse'' e ancora che la ripartenza europea può essere raggiunta solo dalla cooperazione e dal commercio transfrontaliero. ''Ci auguriamo - scrive il direttore di Bdi Joachim Lang - che l'industria italiana possa tornare a produrre nel miglior modo possibile nelle circostanze date. Non esitate a contattarci se c'è qualcosa che la Federazione delle Industrie Tedesche può fare per aiutare il processo di recupero dell'industria italiana''.

 

L’industria tedesca e quella italiana sono un modello virtuoso di integrazione economica: i relativi sistemi di produzione sono fortemente interconnessi nelle catene globali del valore, e le economie dei due Paesi, principali realtà manifatturiere d’Europa, sono complementari nelle filiere internazionali.

 

“In Trentino – ha spiegato Confindustria - quasi il 20% dell’export è destinato alla Germania, principalmente nel settore dell’automotive, ma non solo. Vi sono aziende, nella nostra provincia, che hanno gli ordini in casa ma non possono evaderli perché la loro attività è fra quelle interdette. Ma il loro lavoro è cruciale: il mancato rapido riavvio del maggior numero di settori produttivi in entrambi i paesi potrebbe generare 'danni economici incalcolabili' a livello globale”.

 

La lettera della BDI

 

 

 

 

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