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Coronavirus, la proposta dell'immunologa Viola: "7-10 giorni di lockdown programmato ogni mese"

Ai microfoni di Radio 24 si è presentata l'immunologa padovana Antonella Viola con una proposta peculiare: "Fare tra i 7 e i 10 giorni di lockdown totale ogni mese per riguadagnare un po' di equilibrio, e poi ritornare a fare una vita "normale", sempre nel rispetto delle misure di sicurezza"

Di Mattia Sartori - 02 novembre 2020 - 19:17

PADOVA. "Il lockdown mirato solo per gli anziani ha veramente poco senso. In primo luogo perché la fascia d'età più colpita non è più quella degli over settanta e in secondo luogo perché se facciamo circolare liberamente il virus rischiamo di contagiarli tutti non appena li lasciamo uscire di casa. Serve un lockdown programmato da qui a giugno. Dobbiamo essere noi a guidare". Queste le parole dell'immunologa padovana Antonella Viola, professoressa di Patologia generale al Bo e direttrice dell’Istituto di ricerca pediatrica, ai microfoni di Radio 24.

 

Per la professoressa il modo con cui si sta gestendo la crisi non è efficiente. "La sensazione percepita è di confusione. Siamo inseguiti da nuovi Dpcm ogni settimana che non fanno altro che aumentare la confusione. Inoltre la questione si è tramutata in uno scontro tra Stato e Regioni, non è più una questione di scienza, è diventata una questione politica". 

 

Ma allora qual è la proposta dell'immunologa? "L'importante è che i prossimi lockdown siano programmati. Una possibilità potrebbe essere quella di fare tra i 7 e i 10 giorni di lockdown totale ogni mese, per riguadagnare un po' di equilibrio, e poi ritornare a fare una vita "normale", sempre nel rispetto delle misure di sicurezza. In questo modo la popolazione potrebbe organizzarsi. Anche le attività commerciali ne gioverebbero, per loro è molto più facile prepararsi ad affrontare un lockdown programmato e di breve durata piuttosto che doversi chiedere ogni giorno se quello seguente potranno aprire". 

 

Da parte di Viola arriva anche il no alla chiusura dei negozi prima delle 18: "Fa solo accalcare le persone negli orari d'apertura ed è una decisione punitiva per i cittadini che già non possono uscire per una passeggiata. In questi giorni a Padova l'aperitivo si è fatto dalle 16 alle 18: se restringi gli orari le persone si affollano quando possono". Un fenomeno che ha visto riscontri anche qui a Trento, dove le persone, impossibilitate ad andare al cimitero l'1 e il 2 novembre, si sono organizzate e vi si sono recate in massa nei giorni precedenti (QUI ARTICOLO).

 

 

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