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Coronavirus, Nursing up sul taglio da 20 milioni al personale sanitario: ''E' così che intendono premiarli? Già gli stipendi sono i più bassi d'Europa, solo la Grecia fa peggio''

Il sindacato Nursing up chiede che nel Ddl vengano previste adeguate risorse economiche: "Stupore e sconcerto per questa previsione, un vero paradosso dopo il prezzo pagato dagli operatori dell'Azienda sanitaria e delle Apsp nell'emergenza pandemia"

Di Luca Andreazza - 03 maggio 2020 - 18:31

TRENTO. "I professionisti sanitari dell'Apss e delle Apsp hanno dimostrato di essere il vero baluardo a difesa della salute pubblica", queste le parole di Cesare Hoffer, coordinatore provinciale di Nursing up, che aggiunge: "Ci aspettiamo che la Provincia non tagli le risorse economiche già stanziate, ma che ne investa di nuove per un grande progetto di valorizzazione, per riconoscere le grandi professionalità, competenze e formazione già presenti nei nostri comparti socio-sanitari, potenziando nel contempo i servizi territoriali di prossimità al cittadino, che si sono rivelati fondamentali per arginare efficacemente fenomeni come l'epidemia coronavirus".

 

Elogiati in questi due mesi in prima linea senza sosta, la Provincia ancora non passa dalle "parole ai fatti", un hashtag tanto di moda tra i leghisti dopo le manovre finanziarie, manovre non proprio brillantissime a suon di slogan per pubblicizzare in definitiva tre misure, il meglio prodotto nel primo anno di governo della Lega in Trentino, due poi superate da Roma e una da una portata economica di 335 mila euro su un bilancio da 4,7 miliardi (Qui articolo).

 

Nel ddl si parla di 15 milioni quale premio il personale in prima linea, ma non si capisce quale sia la platea dei beneficiari e inoltre si ricorre al Fondo di riserva dell'Apss, quindi nessuna risorsa aggiuntiva. Anzi, intanto il comparto deve incassare i tagli, quelli già piuttosto certi.

 

La Provincia, infatti, ha stralciato unilateralmente l'accordo sottoscritto con i sindacati per l'aggiornamento del contratto: 20 milioni destinati al comparto pubblico, compreso insegnanti e vigili del fuoco, polizia locale, forestali e protezione civile, ma anche operatori di Anffas e Appm. Risorse dirottate altrove. Un ddl che distoglie in aggiunta dalla sanità altri 4 milioni circa per quest'anno. Sarebbero già circa 25 milioni in meno come base di partenza (Qui articolo).

 

"Tra i sacrifici che tutta la popolazione compie in termini di restrizioni della propria vita privata - spiega Hoffer - c’è una categoria di persone, di lavoratori e professionisti che più di altri ha compiuto e compie grandi sacrifici: quella degli infermieri, dei professionisti sanitari e degli operatori della salute, impegnati nell'affrontare l' emergenza sanitaria. Questi professionisti oltre a mettere in gioco il loro sapere scientifico, il loro saper agire e il sapere, stanno letteralmente sacrificando loro stessi in nome della salute pubblica, lavorando in una situazione di alto rischio che coinvolge anche le rispettive famiglie, dalle quali spesso sono costretti a distaccarsi per motivi precauzionali".

 

Il sindacato Nursing up in rappresentanza degli oltre 1.700 professionisti sanitari associati nell'Azienda provinciale per i servizi sanitari e nelle Apsp, chiede che nel Ddl vengano previste adeguate risorse economiche: risorse aggiuntive rispetto a quelle già indicate per individuare un incentivo economico di tipo risarcitorio, un riconoscimento del grande lavoro svolto dagli operatori sanitari dall’inizio dell’emergenza Covid-19. 

 

"Spesso - prosegue il coordinatore provinciale - si sono trovati a operare in una grave situazione di rischio acuita anche dall'età media avanzata degli operatori, 50 anni e oltre. Sono già 40 gli infermieri che a livello nazionale hanno pagato con la vita l'alto senso civico, spesso si sono trovati a lavorare senza adeguati dispositivi di sicurezza, oltre 240 sono gli operatori sanitari che in Azienda sanitaria hanno contratto il virus (45% infermieri). Tra le varie strutture provinciali, le Apsp sono state quelle più duramente colpite dalla pandemia, con un alto tasso di contagio tra gli ospiti e i dipendenti, alcuni dei quali sono stati ricoverati in terapia intensiva e con terapia ventilatoria assistita".

 

Il sindacato evidenzia che questo incentivo deve essere rivolto in primis e senza distinzione alcuna agli operatori che hanno svolto la propria attività nei reparti Covid-19, ma anche a tutti i servizi di front-line come i pronto soccorso, le cure primarie, il servizio di 118, il servizio di igiene e sanità pubblica.

 

"Ma non si devono dimenticare - prosegue Hoffer - i professionisti di quei servizi e reparti che hanno avuto un grande aumento del carico di lavoro, collaborando attivamente a sostegno dei sevizi e reparti impegnati nel Covid-19, e che hanno anche loro pagato un tributo in termini di dipendenti contagiati, visto la presenza in quei settori di pazienti asintomatici infetti. Ricordiamo che tante altre regioni, come la Toscana e l'Emilia Romagna, hanno già provveduto a stipulare accordi incentivanti in questo senso".

 

C'è poi il capitolo del taglio di 20 milioni di euro, un accordo che viene stralciato unilateralmente dalla Provincia. "Stupore e sconcerto per questa previsione - continua il coordinatore di Nursing up - un vero paradosso dopo il prezzo pagato dagli operatori dell'Azienda sanitaria e delle Apsp nell'emergenza pandemia. E' così che intendono premiarli? Così si metterebbe a rischio la tenuta di un sistema già provato da anni di disinvestimenti, organici ridotti all'osso e con una popolazione lavorativa anziana. Questo provvedimento, se confermato in sede di approvazione, avrà un grave impatto emotivo negativo sulle motivazioni di una categoria già fortemente stressata".

 

Un'indennità, quella inserita nell'adeguamento del contratto, già prevista a livello nazionale. Nella Provincia di Bolzano è stata maggiorata a 4,8%, rispetto alle previsioni in Trentino (4,1%). "Ricordiamo che lo stipendio degli infermieri e dei professionisti sanitari italiani è tra i più bassi d'Europa - conclude Hoffer - peggio solo la Grecia. Sarebbe ora di colmare il gap contrattuale esistente tra la retribuzione degli infermieri e quella degli altri professionisti sanitari (come i medici), aggravata ancor più dal fatto che solo a loro è consentito di integrare i propri stipendi svolgendo attività privata o intramoenia".

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