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Coronavirus, oltre 24mila militari, quasi 3000 mezzi e 111 strutture. Ecco lo spiegamento delle Forze armate

Il sottosegretario alla Difesa Calvisi ha risposto alle interrogazioni del Question time spiegando l'impegno messo in campo dalle forze armate. Oltre 24000 i militari dispiegati sul territorio, 111 le strutture messe a disposizione e quasi 3000 i mezzi messi a disposizione tra bus, ambulanze, elicotteri, velivoli e autocarri

Pubblicato il - 08 aprile 2020 - 13:24

ROMA. 2378 bus e ambulanze, 313 tra elicotteri, velivoli e autocarri e 24500 unità del personale militare. È questo lo spiegamento fornito dalle forze armate dall'inizio dell'emergenza in 17 regioni e 53 province. A comunicarlo è il sottosegretario alla difesa Giulio Calvisi, intervenuto al Question Time nella mattinata di mercoledì 8 aprile su questioni attinenti al ministero della Difesa rispetto alla crisi sanitaria.

 

“La difesa ha messo in campo 2378 mezzi (comprensivi di mezzi generici, ambulanze, bus), 313 assetti (elicotteri, velivoli, autocarri) per trasporti in biocontenimento ed interregionali di materiale sanitario – ha spiegato Calvisi – sono state rese disponibili 111 infrastrutture delle forze armate che offrono la possibilità di utilizzare circa 6000 posti letto e circa 3000 camere. Sono state effettuate più di 50 missioni di volo, finalizzate al trasporto di materiale sanitario, di pazienti in biocontenimento e team sanitari”.

 

“In totale, a stamattina, le squadre di personale sanitario in supporto a strutture militari e civili ammonta a 126 medici e 167 infermieri, con team sanitari militari operanti in 3 ospedali da campo a Piacenza, Crema, Jesi, che si affiancano al Policlinico militare del Celio e ai Centri ospedalieri militari di Milano e Taranto. Desidero ricordare – ha infine aggiunto – che la Difesa ha indetto una procedura di assunzione straordinaria per chiamata diretta per arruolare 120 ufficiali medici e 200 sottoufficiali infermieri”.

 

Rispondendo alle domande degli onorevoli, Calvisi ha poi fatto presente quale sia stato l'impegno profuso dal ministero della Difesa di fronte all'emergenza sanitaria. “All'insorgenza dell'emergenza Covid-19 – ha risposto all'interrogazione presentata dall'on.Aresta del M5S – la Difesa ha provveduto senza indugio ad emanare le necessarie misure a tutela dei militari impiegati sia in patria, sia all'estero. Sono state disposte la limitazione al massimo grado dei movimenti del personale militare e civile della Difesa da e verso le aree oggetto di provvedimenti restrittivi, una scrupolosa e rigorosa valutazione del rischio per i movimenti che possano esporre al contagio, nonché l'annullamento di occasioni aggregative quali, ad esempio, cerimonie, attività istruttive ed eventi sportivi”.

 

Per il personale militare impiegato nelle misure di contenimento è prevista la dotazione di adeguati dispositivi di protezione individuale e l'effettuazione delle visite mediche di idoneità sia a premessa dell'impiego, sia successivamente, con cadenza regolare. Per quanto attiene specificamente ai militari impegnati in operazioni all'estero, viene assicurata la rigida implementazione delle indicazioni del Ministero della Sanità, allo stesso modo di quanto avviene per quelli impiegati sul territorio nazionale”.

 

Sulla retribuzione del servizio straordinario, infine, Calvise ha dato assicurazioni a chi, come l'on Deidda di Fratelli d'Italia, chiedeva lumi. “Vorrei evidenziare che il personale delle forze armate opera, da tempo, accanto alle forze di polizia nell'ambito della operazione “Strade sicure” e, proprio in tale contesto, la Difesa, al fine di valorizzarne l'impegno ha posto in essere, nel tempo, ogni possibile sforzo per reperire maggiori risorse economiche, in modo da poter retribuire l'intero monte orario effettuato, ciò anche in risposta alle legittime aspettative dei militari”.

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