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Coronavirus, per aggirare il Dpcm un barista a Catanzaro chiude alle 24 e riapre 15 minuti dopo. In Emilia Romagna ordinanza di Bonaccini per colmare il vuoto normativo

Due situazioni che hanno dimostrato un vuoto legislativo e qualcuno si è accorto subito della mancanza di indicazioni dell'orario di apertura dei locali. La Regione Emilia Romagna è subito intervenuta con un'ordinanza per evitare che altri esercenti potessero prendere esempio. Il Dpcm riporta gli orari di chiusura ma non quelli di apertura

Pubblicato il - 17 ottobre 2020 - 19:43

TRENTO. Nel Dpcm varato dal premier Giuseppe Conte il 13 ottobre scorso è stato stabilito che i locali devono chiudere a mezzanotte. Ma non c'è l'indicazione dell'orario di apertura e così alcuni titolati di bar e pub hanno trovato il modo di aggirare, legalmente, le regole del decreto. 

 

Le serrande si sono regolarmente abbassate in ottemperanza al decreto e poi rialzate poco dopo la chiusura. C'è il caso a Catanzaro, il barista ha aperto 15 minuti dopo la mezzanotte, una storia che è diventata virale sui social, mentre a Bologna un esercente ha atteso un'ora prima di riprendere l'attività. 

 

Due situazioni che hanno dimostrato un vuoto legislativo e qualcuno si è accorto subito della mancanza di indicazioni dell'orario di apertura dei locali. Il Dpcm riporta che "le attività di servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite fino alle 24 con consumo al tavolo e sino alle 21 in assenza di consumo al tavolo".

 

Non ci sono altre indicazioni sugli orari di riapertura, che sono stati invece fissati da alcuni provvedimenti regionali più specifici come quello della Campania, mentre l'ordinanza del Comune di Bologna proibisce la somministrazione di bevande in bottiglia o in lattina fino alle 6 del mattino per evitare gli assembramenti davanti ai locali, ma il resto teoricamente è consentito.

 

Dopo questo caso, la Regione Emilia Romagna è intervenuta con ordinanza per impedire che altri locali potessero prendere esempio: "Le attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico e quelle di ristorazione, consentite solo dalle 6 del mattino alla mezzanotte con consumo al tavolo. E dalle 6 del mattino fino alle 21 in assenza di consumo al tavolo", specifica una nota.

 

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