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Coronavirus, picco previsto la prossima settimana. Il direttore della prevenzione della Pat: "A quel punto le misure dovrebbero dare effetto"

Nei prossimi giorni è prevista una crescita continua dei casi di contagio, con il raggiungimento del picco attorno a mercoledì 18 marzo e un successivo e graduale calo. A prevederlo sono le autorità sanitarie, che considerano le misure adottate uno strumento necessario e che dovrebbero dare effetti proprio attorno alla metà di settimana prossima

Di Davide Leveghi - 13 marzo 2020 - 20:56

TRENTO. Fare previsioni in questa fase concitata appare ancora piuttosto difficile. Eppure dal governo giungono indiscrezioni avvalorate dalle autorità sanitarie, anche trentine. Secondo il Sole24Ore, infatti, nell'ultima bozza del nuovo decreto per affrontare le sfide di questa situazione emergenziale comparirebbe una prima previsione della curva dei contagi, accompagnata da una stima delle persone colpite dall'epidemia di Covid-19.

 

Quest'ultima verrebbe stimata dal governo in 92mila unità, con la conseguente messa in quarantena di 390mila persone, calcolata in base a 4 isolati per ogni paziente infetto. In base alle misure draconiane assunte dall'esecutivo, invece, il picco dei contagi verrebbe indicato in mercoledì 18 marzo.

 

Secondo gli epidemiologi, infatti, tali provvedimenti contenuti nel Dpcm dell'8 marzo produrranno i propri effetti dopo circa 7-10 giorni. Di qui la previsione del 18 marzo come giorno di massima diffusione del contagio, con un possibile – e auspicabile – calo graduale successivo. Il bilancio complessivo, qualora questa previsione si rendesse plausibile, fisserebbe a 3.000 il totale delle morti, con un tasso di letalità del 3-4%.

 

In una situazione complessiva di 14.955 positivi, 1.266 deceduti e 1.439 guariti (ore 18, fonte Ministero della Salute), l'andamento in Italia dovrebbe dunque segnare una prima flessione solo a metà di settimana prossima. Discorso che vale anche per la Provincia di Trento, come affermato dal direttore del Dipartimento di prevenzione Antonio Ferro.

 

“Ritengo che per le misure messe in atto e per l'indole dei trentini, che seguono le indicazioni date dalla autorità – ha detto nella quotidiana conferenza stampa della Provincia – mi aspetto che il dato crescerà fino a toccare il picco attorno alla giornata di mercoledì-giovedì di settimana prossima. Le misure dovrebbero dare effetto, ma il mio rimane un auspicio”.

 

 

Ferro ha poi negato in questo momento che le misure fino ad ora adottate debbano essere incrementate, con la creazione ad esempio nelle zone più colpite di cordoni sanitari. In Trentino i dati attuali segnano 171 casi e 2 morti, con una crescita di 56 unità rispetto alla giornata di giovedì 12 marzo. Le persone attualmente in quarantena sono 600.

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