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Coronavirus, Zaia: "In Veneto 12 persone positive, 2 sono gravi oltre al signor Trevisan deceduto ieri sera. A Vo' abbiamo un cluster"

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, la dottoressa Francesca Russo, e l’assessore regionale Manuela Lanzarin hanno parlato a margine della riunione in videoconferenza con i vertici del Governo sui casi di Coronavirus registrati in Italia. Zaia: "La prima cosa da fare in caso di sintomi è rimanere a casa e chiamare il 1500. Il numero è stato differenziato per tenere ordine in questa situazione di allarme ed evitare che gli ospedali vadano in tilt"

Di Lucia Brunello - 22 febbraio 2020 - 20:52

VENEZIA. Si stanno delineando in queste ore le linee guida comuni nazionali delle misure da adottare per evitare la diffusione del coronavirus. Conclusa questo pomeriggio verso le 18 la conferenza stampa con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri Speranza e De Micheli, e i Presidenti delle Regioni, è il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia a parlare: "Abbiamo chiesto che si adotti un approccio uniforme su tutto il territorio nazionale, che possa garantire sicurezza e salute ai cittadini. Si sta lavorando ora a delle linee guida che saranno diffuse a ore”.

 

"La situazione in Veneto è sotto osservazione – inizia Zaia - in questo momento sono 12 le persone in regione risultate positive al virus, di cui 9 asintomatiche. 3, invece, sono gravi, tra cui uno, il signor Trevisan, deceduto ieri sera”.

 

"Il cittadino di Mira trasferito in terapia intensiva a Padova  - dice invece l'assessore Lazzarin - presenta delle condizioni che ci preoccupano. In questo momento si sta cercando di richiamare personale Ulss anche da altri ospedali che non sono in situazione di emergenza, in supporto a quello padovano".

 

Rispetto alla questione delle chiusure stradali o di eventuali confinamenti, niente è ancora stato delineato. Le università di tutta la regione, invece, rimarranno chiuse per tutta la prossima settimana, ed eventuali esami rimandati. "Nulla è certo, adesso, anche perché non sappiamo ancora quale sarà l'evoluzione della faccenda nei prossimi giorni". Anche per quanto riguarda le tante manifestazioni e attività organizzate a Venezia per il carnevale, al momento non sono state disposte indicazioni specifiche.

 

Poi a prendere la parola è la dottoressa Francesca Russo, Dirigente della Direzione regionale Prevenzione: "Abbiamo situazioni differenti da monitorare. Nell'abitato di Vo', infatti, abbiamo un cluster, ossia un insieme di casi che si sono verificati nello stesso luogo. Ai residenti abbiamo dato indicazione di mantenere uno stato di osservanza ed evitare i contatti pubblici per evitare la diffusione del virus". Sempre nel paesino, è stato allestito un punto in cui i cittadini possano recarsi per sottoporsi al test di positività all'infezione.

 

"Diversa è invece la situazione che si è verificata a Mira - continua la dottoressa -dove al momento abbiamo un solo caso clinico mentre si stanno svolgendo tutte le indagini. La definizione di tutti i quadri epidemiologici è in continua evoluzione, e intanto è importante intensificare le precauzioni standard ospedaliere: questa è un'indicazione rivolta a tutti i comuni del Veneto".

 

In negozi, supermercati, palestre e luoghi pubblici sono state rese disponibili soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani: questa la principale misura da adottare per limitare la diffusione del virus. "Una cosa che ci rassicura, è che i 200 test che sono stati fatti agli operatori sanitari dell'ospedale in cui si è recato il signore Trevisan, sono allo stato attuale tutti negativi. Così come i degenti già presenti nella struttura", continua la dottoressa.

 

"Il paziente - continua - si era presentato con un principio di polmonite, che però non presentava il criterio principale per la diagnosi che è quello epidemiologico, che prevede o un viaggio nelle aree a rischio, o contatti con soggetti provenienti da queste. Poiché la persona non aveva riferito queste condizioni, non si era sospettata infezione da virus".

 

A oggi, invece, non serve più presentare i sintomi epidemiologici per essere sottoposti ad accertamenti sul coronavirus, ma basta avere problemi respiratori, un principio di polmonite o febbre alta. Al momento, inoltre, non ci sono ancora cure disponibili contro il virus.

 

"La prima cosa da fare se un veneto si sente male è rimanere a casa e chiamare il 1500, verrà visitato e lì poi si deciderà il da farsi."Il numero è stato differenziato dal 118 per tenere ordine in questa situazione di allarme, in cui però è bene mantenere la calma".

 

"Dobbiamo avere una gestione perfetta della situazione, perché la mole di richieste potrebbe essere tale da mandare in tilt gli ospedali. A Dolo, infatti, questa mattina già 90 persone erano presenti per farsi visitare", ha concluso Zaia.

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